Carta etica dell’ospitalità in Italia

La carta dettava le norme per un corretto rapporto tra albergatori, ristoratori e clienti

Qui Touring - marzo 1994 pag. 27

Qui Touring – marzo 1994 pag. 27

Anno 1994, Qui Touring, la rivista del Touring Club invita, nell’anno del suo centenario, i circa 8.000 albergatori e ristoratori presenti nella Guida Touring 1994 ad aderire alla Carta Etica composta da 9 articoli. L’iniziativa era volta al lancio e alla diffusione della cultura dell’ospitalità.

  1. Il cliente è il vero patrimonio di Alberghi e Risotranti. A lui vanno riservate tutte quelle attenzioni che, pur ispirate a criteri di reciproca convenienza, privilegino il mutuo rispetto dei valori umani.
  2. Servizio adeguato per un cliente corretto. Chi fa professione di ospitalità, albergatore o ristoratore, è un operatore che vende un servizio globale o composito. E’ assolutamente legittimo pretendere un buon servizio, ma è allo stesso modo doveroso essere un utente corretto.
  3. L’albergo e il ristorante sono una casa in trasferta. Il cliente, seppure in via temporanea, ne è l’abitante con le esigenze che conseguono. La buona accoglienza, la buona cucina, il giusto calore sono indispensabili: è la somma dei dei particolari che migliora il risultato. La professionalità autentica si esprime conciliando le tecniche moderne più evolute con l’antica tradizione dell’ospitalità.
  4. Fiducia e cortesia, sono le virtù fondamentali di un rapporto diretto tra operatore e consumatore, tra chi lavora e chi si ristora o si diverte, in un clima di reciproca considerazione.
  5. Cancellare la casualità e risolvere l’imprevisto. La specializzazione dell’offerta, elemento fondamentale di una moderna ospitalità turistica, nasce da una attenta valorizzazione del talento dei collaboratori, si rafforza grazie a un clima aziendale disteso e sereno, evita la casualità, ed è pronta all’imprevisto.
  6. Il rapporto tra qualità e prezzo, elemento cruciale per il successo. Il cliente conosce il valore del suo denaro: non è disposto a tollerare abusi e deve essere convinto di avere speso bene i propri soldi.
  7. Libertà di scegliere senza soggezioni. Il commensale al ristorante o l’ospite in albergo deve sentirsi libero nelle sue scelte, e deve poterle fare senza pressioni o discriminazioni. Può desiderare un solo piatto o un intero menù, può desiderare un solo piatto o un intero menù, può occupare una camera per una notte o per un lungo periodo, avendo in ogni caso gli stessi diritti e doveri.
  8. Prezzi chiari, senza balzelli più o meno nascosti, per ogni servizio anche marginale. Chi chiede preventivamente il costo di ogni prestazione non deve essere messo in condizioni di disagio: è un acquisrente civile e consapevole che ha il diritto di valutare l’opportunità dell’acquisto.
  9. Professionalità non rendita di posizione. La concorrenza internazionale si vince puntanto da subito sull’impegno professionale degli operatori. Quella minoranza che si sottrae a questa sfida e ancora tende ad affidare le proprie sorti alla cosiddetta “rendita di posizione” nuove gravemente alla categoria e al Paese.

hotel_touring_milanoSignificativo è l’impegno del Touring Club nel mondo dell’ospitalità: nel 190o il padiglione del Touring all’Expo di Milano è dedicato alle camere d’albergo; nel 1902 viene bandito il concorso per progetti di alberghi piccoli e medi; nel 1911 presenta l’albergo “modello alpino” alla grande esposizione di Torino; alla Fiera di Milano allestisce il palazzo che ospiterà la mostra delle forniture alberghiere; nel 1914 il Touring istituisce la prima scuola alberghiera in Italia; vengono pubblicati il Manuale dell’industria alberghiera e la rivista tecnica L’albergo in italia in collaborazione con l’Enit; 1926 apre a Milano in piazza della Repubblica l’albergo Touring. Seguiranno un’infinità di guide per stranieri e per italiani. Inoltre delle meravigliose pubblicazioni distribuite annualmente ai soci.

Il Touring Club Italiano adesso lo trovate qua.

 

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