Lettera aperta al Ministro Dario Franceschini ovvero del verygrazie una bella sega!

Caro Ministro,

oggi è stato messo online il sito internet verybello.it, ne sono seguite una serie di critiche tra lo scherzoso, il preoccupato e anche, come sostiene lei, qualcuna anche cattiva. Alle prime battute ho pensato ad un gioco, complice la leggerezza del week end appena iniziato e un po’ la stanchezza del lavoro settimanale e l’esistenza del naming simile al sito verybella.it della Giochi Preziosi. Ma a parte il nome assai particolare e poco bello che ha scatenato infinite critiche, che fossi in lei valuterei seriamente, anche la grafica e la qualità del sito sono particolarmente non belle. Anche la finalità per la quale è stato progettato, l’utilizzo da parte degli stranieri, non trova coerenza per il fatto che le lingue straniere non sono presenti. Onestamente non vale quel che si dice si sia speso, lei è il primo che lo sa, e se non lo sapesse vi sarebbero già sufficienti motivi per dimettersi.

franceschini_2Lo so, non è sufficiente – in Italia – l’aver speso 5 milioni di euro in qualcosa [agg. del 26 gennaio: il sito pare sia costato “solo” 35 mila euro e il resto quindi potrebbe essere riferito alle spese di promozione degli eventi] che non può funzionare e che nessuno vedrà. Non è sufficiente per dimettersi il fatto che lei stesso, da subito, disse che ci avrebbe provato con un tweet che mise i brividi a tutti quelli che come me lavorano nel turismo tutti i giorni. Sa, ministro, per me da trent’anni non è cambiato niente, se guarda la storia recente di cosa la politica ha fatto accadere nel turismo, capirà che noi operai delle vacanze siamo abituati a barcamenarci e a portare a casa un tozzo di pane nonostante gli scempi che democraticamente sia destra che sinistra compiono in questo settore più o meno dall’immediato dopo guerra.

franceschini_1Lo sappiamo, e ci siamo organizzati nonostante voi, vi sopportiamo sulle nostre spalle e centelliniamo il nostro sudore per porgerlo a voi che ve ne abbeverate a botte di Irpef e F24. Come potrebbe lei intendersi di turismo, di travel e business ad essi collegati? Per quale motivo e per quali trascorsi sarebbe deducibile una sua capacità nel leggere i fenomeni dell’industria turistica? Abbiamo sopportato l’inglese stentato di Rutelli, abbiamo sopportato ministre che, al Vinitaly, hanno sostenuto conferenze stampa con lattine di Coca Cola in mano, abbiamo sopportato la faccia del puttaniere sul sito del turismo italiano, abbiamo sopportato la patetica inconsistenza turistica di Bray. Se lei se ne stesse chino e silenzioso, dopo il suo tweet alla “ci riprovo che sarò più fortunato” del febbraio 2014, avremmo di buon grado dimenticato la sua manifestata inconsistenza nelle nostre giornate di lavoro, sempre più difficile. Ma oggi non è andata così, lei oggi non ha capito, non solo di aver perso l’occasione di guadagnarsi un week end nell’oblio che si merita la sua incosistenza, ma di essere così potenzialmente impunito da twittare così:

franceschini_3Di due l’una. O lei non ha capito di cosa sta parlando e quindi sarebbe opportuno si dimettesse, oppure lei ha capito di cosa si sta parlando e quindi sarebbe opportuno si dimettesse. Analizziamo la seconda ipotesi, accade che:

  • una parte consistente degli addetti ai lavori solleva un sacco di critiche accettabili e condivisibili;
  • il sito rallenta tantissimo per buona parte della giornata, anche in serata, e lei acclamandone il successo dichiara sostanzialmente che 500.000 accessi sono sufficienti per mettere in crisi il server che dovrebbe essere interpellato da una consistente fetta di umanità che raggiungerà l’Expo;
  • succede anche, si fidi, che buona parte dei tecnici che in rete non la criticano, siano così silenti per imbarazzo oppure troppo vicini a lei per non sentire il rischio che alle critiche possa scomparire qualche sedia o qualche lavoretto, ché lei come anche un’altra rilevante figura dell’Enit avete saputo iniettare narcotico a qualche specialista di settore oggi troppo silente;
  • succede che tante persone che si sono sobbarcate la spesa di una giornata a Roma per sostenere il TDlab siano tra coloro che la stanno criticando e che con l’operazione #verybello hanno compreso che forse lei e il suo entourage, quello che è l’elaborato del laboratorio digitale lei non l’abbia letto o, caso più grave, lei non l’abbia capito;
  • anche il fatto che quel traffico al sito verybello.it sia traffico curioso e non pertinente e non della qualità per cui il sito è creato a lei non interessi è preoccupante. Provi a controllare i dati relativi al tempo medio di permanenza sul sito, il numero delle pagine lette o il tasso di rimbalzo, così da avere un’idea più chiara e comprendere che il tweet che lei ha scritto, nella migliore delle ipotesi, è dettato dalla non consapevolezza della situazione, altro motivo per dimettersi.
  • la cosa però più grave del suo tweet è che è colmo di supponenza e di consapevolezza d’impunità. Quel tweet è la misura della sua inconsistenza, della sua inutilità.

verybelloInutilità e inconsistenza delle quali siamo disposti a farci carico così come abbiamo fatto con l’inglese stentato di Rutelli, con ministre che, al Vinitaly, hanno sostenuto conferenze stampa con lattine di Coca Cola in mano, con la faccia del puttaniere sul sito del turismo italiano, e con la patetica inconsistenza turistica di Bray. Siamo anche consapevoli circa la misura assai striminzita della T nell’acronimo Mibact e di quanto voi politici riteniate marginale il turismo (occupato sempre dal primo dei trombati o dall’ultimo dei trombatori), lei in quanto ministro del turismo italiano è poca cosa, non ha né fisico né competenze per prenderci per il culo con questi tweet, si taccia, sia silente fino al termine della legislatura, filerà tutto liscio, le pagheremo lo stipendio con regolarità e anche una bella pensione, ma la prego non ci rompa più le palle!

Immagine di copertina CC BY 2.0  Francesco Pierantoni – https://www.flickr.com/photos/tukulti/15009146753/