Di AirBnB, di Klm e dei furbetti del quartierino

Vi ricordate i famosi furbetti del quartierino, i personaggi che ridevano mentre il terremoto sconquassava la vita di migliaia di persone? Ecco i furbetti che affittano il loro appartamento “al nero” sono come coloro che usavano moderne tecnologie (prima i cellulari) poi le piattaforme di distribuzione (siti internet) sperando di non essere scoperti. Ecco, i furbetti dell’appartamentino sono facilmente rintracciabili adesso che hanno messo la loro insegna su internet. Come se prima non si sapesse che l’abusivismo c’era e minava il sistema. Le seconde case hanno sempre portato qualche disequilibrio nelle destinazioni turistiche più classiche, ingenti quantità di avventori che “pesavano” sull’organizzazione del territorio senza redistribuire corrispettivo alcuno (spesso chi incassa i proventi in nero da seconde case difficilmente è residente in loco o redistribuisce in loco, tuttalpiù specula usando territorio per costruire producendo doppio danno).

Far emergere il nero è importante, fa bene al bilancio dello Stato, genera reddito al comune nel caso applichi la tassa di soggiorno, garantisce una più leale concorrenza tra gli operatori, redistribuisce sul territorio. Certo è però che si commette un errore grave se si assimilano piattaforme come AirBnB al sommerso:

All’espansione di questo mercato contribuiscono le piattaforme di prenotazione online che hanno innovato e rivoluzionato il panorama dell’offerta turistica: dalla californiana AirBnB, al gruppo Home Away, a Windows on Europe (di cui fanno parte ben 12 marchi, fra cui Halldis e Home ltd). Ai ricavi milionari dei player globali fa riscontro la nascita, ovviamente anche in Italia, di migliaia di attività private che proprio per numero e capillarità sfuggono ai controlli delle Regioni, competenti in materia di attività turistiche, e del Fisco. [Il Sole 24 Ore]

Non condivido questo passo de Il Sole 24 Ore, più che “l’espansione” direi che tali piattaforme hanno favorito l’emersione (credo solo di qualche furbetto per giunta bischero) di tali attività. Ma c’erano anche prima, spesso con il complice silenzio di operatori e associazioni di categoria. L’espansione è dovuta a una serie di leggi, permesssi, applicazioni che hanno reso sempre più sottile la differenza tra sharing e shadow economy e, come sempre in Italia, il tutto arricchito da una comprovata situazione di quasi totale impunità nei confronti dei furbacchioni.

Per quanto riguarda i raffronti pubblicati dal Sole, essi tengono conto dei dati dell’Istat, che attinge dai database delle Provincie che spesso non brillano di affidabilità, così come basarsi sul numero di strutture presenti su TripAdvisor è significativo ma un po’ fuorviante: spesso vi sono registrate due volte le stesse strutture, nel caso delle inserzioni relative agli accordi con piattaforme terze di affitto appartamenti (Holidaylettings e Interhome) quasi tutti i singoli appartamenti vengono pubblicati come se ognuno di questi fosse una struttura e la struttura duplicata in due diverse categorie, spesso restano attive schede di alberghi chiusi da anni. Nella sola Levanto, destinazione importante ma sicuramente non grande, ne ho trovati di questi casi ben due: un ristorante e un hotel:

levanto_1

levanto_2

Resta il fatto che il divario su Firenze tra Istat e TripAdivsor è impressionante:

firenze_sole

Che tutto ciò venga condannato, che si creino regole uguali per tutti e che queste vadano rispettate sono cose buone, giuste, necessarie e importanti. Ma levatevi dalla testa che queste forme di ospitalità, una volta regolate, finiranno per ricreare flussi importanti verso le soluzioni dell’ospitalità classica degli alberghi. Si tratta si persone e modi di interpretare il viaggio diversi. Che poi sia tutto diverso lo dimostra l’ultimo video della Klm che, utilizzando la piattaforma di affitto appartamenti AirB&B, ha lanciato un’operazione/concorso d’affitto di un Boeing trasformato in suite.

[youtube https://www.youtube.com/watch?v=ojdfIaYAMKg]

Quello che più mi amareggia, come venditore di camere d’albergo, è che le associazioni di categoria degli albergatori ritengano concorrenti sleali i B&B e gli affittacamere e che inveiscano contro di essi piuttosto che contro altri albergatori che, in qualche caso, hanno fatto molto di peggio magari omettendo di registrare ospiti, sottodimensionando matrimoni. E poi diciamocela tutta, il confine tra albergatori e proprietari di appartamenti da affittare è fine così come quello tra shadow e sharing economy. Ricordo un’assemblea di categoria nella quale, ad un presidente che inneggiava con veemenza contro i proprietari di appartamenti fu fatto notare che la maggior parte erano immobili di associati.

In Italia è cosa risaputa che la maggior parte degli albergatori origina da famiglie di costruttori di case, emblematico è il caso della signora romana, albergatrice, che oltre a operare con tre hotel nel segmento lusso e business celava al fisco e al comune oltre 1.000 appartamenti.

Che tutto emerga, e alla svelta!

No Comments

Post a Comment