Destagionalizzare cosa? Stagionalizziamo che è meglio!

Quante volte avete sentito dire, quando si parla di rilancio del turismo, che bisogna destagionalizzare?

Il destagionalizzatore è una figura mitologica: mezzo operatore turistico e mezzo destination manager (cazzarola mi ero ripromesso di non parlare più di destination manager, poi s’incazzano come iene, ché non devi disturbare il manovratore).

La destagionalizzazione è quanto di più ambito si possa disporre in una strategia di destination marketing, sono gli operatori e i politici che lo impongono, che lo chiedono. Per chi di voi ha avuto occasione di lavorare per qualche Tour Operator che fa incoming, per esempio in una destinazione di mare, è risaputo che, quasi sempre, per prima cosa tendono ad esaurirsi le case vacanza poi gli appartamenti in residence, poi gli hotel partendo da quelli di categoria medio bassa. Ovviamente le settimane che, fino a poco tempo fa, si esaurivano con più anticipo erano quelle centrali di agosto.

Le cose sono cambiate, basta leggere questa tabella rilasciata da Tripadvisor neanche 12 ore fa nella quale si nota che esistono ancora ampie disponibilità proprio per quelle tipologie che fino a poco tempo fa andavano per la maggiore, nonostante la moda Airbnb e il blasone delle destinazioni che potete leggere sotto. Insomma dalla tabella è facile dedurre che sono pochissime le destinazioni italiane che possono vantare il tutto esaurito da metà giugno a metà settembre. E allora perché ci si ostina a proporre l’improbabile esercizio del tentare la destagionalizzazione?

tripadvisor_appartamenti

Destagionalizzare costa molto se non altro per il fatto che i turisti non immaginano una determinata destinazione una meta desiderabile in date diverse rispetto a quelle classiche. Proporsi in periodi nei quali nessuno ha voglia di visitarci ci impone la pratica di tariffe molto basse con scarsa marginalità e con situazioni di parziale usufruibilità della destinazione (leggasi figuracce per strutture chiuse, figuracce che facciamo anche in piena stagione, figurarsi in bassa). Per giunta i costi di promozione saranno elevatissimi e con bassi ritorni.

Ho visto per anni partire verso oriente direttori di piccole strutture di località marittime per rintracciare russi, tedeschi, svizzeri, e altri che poi, per la stragrande maggioranza delle volte si sono palesati nei mesi di luglio e agosto a prezzi d’offerta. Perché mai un cinese dovrebbe andare a febbraio in riva al mare? Perché forse c’è la neve? Ma voi avete mai visto spiagge piene di gente a febbraio con la neve?

 

Dunque prima sperperare capitali per destagionalizzare sarà opportuno ottenere tassi di occupazione dignitosi e interessanti durante la “bella stagione”, raggiunto questo livello di tranquillità ci potremmo anche dilettare nel volo pindarico del destaginalizzatore, che poi pare che anche il più bravo non sia mai riuscito a far andare al mare d’inverno qualche turista.