Caro turista, un anno dopo.

Caro turista,

torno a scriverti dopo meno di un anno, sembra passato un secolo, il panorama economico si è molto deteriorato da quando ci sentimmo l’ultima volta per telefono. Se penso che discutemmo più di un’ora per una notte da 250 euro anziché 280 mi vengono i brividi.

Pensa che nei giorni scorsi a Rimini potevi soggiornare in quattro stelle con poco più di 20 euro a notte per due persone e ieri sera è partita un’offerta che ti consente di dormire a Ischia con 9 euro a persona a notte, c’è anche lo sconto per il terzo letto. Nei ristoranti i menù da 115 euro si trovano con un po’ di pazienza a 19 euro, a Sorrento o Positano con una magnifica vista sul mare.

No, quest’anno se chiami in albergo non ti risponderò. Ho cambiato aria. Si, mi manca un sacco il ritmo dell’albergo, l’odore inconfondibile dei pacchi di biancheria appena lavata, il banco, il telefono che squilla, gli arrivi e le partenze. Non ricordo un’estate di vacanza o fuori dal banco in tutta la mia vita.

Quest’anno ho deciso di non esserci perché per essere competitivi, negli alberghi, si stanno facendo scelte impossibili e gli stipendi proposti sono inaccettabili. Da una parte ci sono le gestioni familiari dove nuclei interi di parenti si troncano la schiena dalla mattina alla sera per restare a galla in un sistema ultra competitivo, dall’altra strane organizzazioni che chiamare catene alberghiere non sarebbe corretto e che gestiscono strutture in modo spregiudicato.

Non ci sarò perché mi farebbe male vedere le macchine automatiche al posto dei camerieri, mi farebbe male vedere tre segretarie e un portiere di notte coprire ventiquattro ore di turni in hotel da 400 posti letto.

Mi farebbe male sentire che una mia collega bravissima non si ritiene all’altezza del suo ruolo dopo 21 ore filate di lavoro, ché si sente in colpa perché durante il suo normale turno viene costantemente interrotta e non può umanamente svolgere il suo compito.

Io lo so che ci sono organizzazioni che gestiscono alberghi stipulando contratti di sei ore e quaranta con i dipendenti che poi devono lavorare dieci ore. Io so che ci sono cooperative fasulle che fanno pulizie negli alberghi a prezzi impossibili, io so che ci sono alberghi dove il personale è alloggiato in modo incivile, io so che ci sono strutture che utilizzano merci di pessima qualità, io so che nei quattro stelle dove si dovrebbero cambiare le lenzuola tutti i giorni non lo si fa.Io so che ci sono aziende che sottostimano gli organici e non pagano straordinari e vanno avanti con stagisti non pagati in alcuni casi anche minorenni.
E so anche che qualcuno si irrita sbandierando attentati all’economia quando qualche altro vorrebbe porre dei limiti a queste situazioni di inciviltà. Lo so, ma non ho le prove.

Lo so perché sono vissuto dentro gli alberghi per una vita e se non si fa così non c’è più margine, i tempi d’oro sono finiti, l’ospitalità italiana vede gli staff degli hotel medi e grandi composti per la maggior parte da personale extra comunitario (meno male che ci sono loro) nella migliore delle ipotesi sotto pagati. Lo so che funziona così, ma non ho le prove. E’ facile dimostrare però che sotto certe tariffe c’è qualcuno che non paga il personale o i fornitori. C’è qualcuno che sfrutta situazioni di disagio in modo spregiudicato. Addirittura c’è chi impone ai dipendenti di redigere false recensioni positive minacciando lettere di richiamo. Lo so perché fra alberghieri ci si parla, ma non ho le prove.

So che ci sono organizzazioni che predicano il rilancio di storici marchi italiani e grande attenzione verso l’ospite ma se poi vai a leggere le recensioni dei clienti alloggiati nelle strutture che gestiscono vedi che: “non sarebbero da raccomandare neanche al peggior nemico”.

Guardo un po’ discosto tutto questo deteriorarsi di uno dei lavori più belli del mondo che non mi è mai pesato svolgere, anche quando mi dissero: Vedrà, le insegneranno a vendere. Ma finì che non pagarono l’affitto.

Caro turista, sono un po’ discosto e triste perché mi manchi un sacco. Sappi però che se non puoi permetterti le vacanze è meglio che tu non le faccia invece di sfruttare le offerte a 9 euro al giorno, perché ti troveresti male, non rilanceresti l’economia perché chi lavora sottocosto alla fine fallisce senza pagare fornitori, tasse e dipendenti e tu finiresti solo per aumentare lo sfruttamento e danneggiare coloro che operano onestamente in questo settore, e non sono pochi.

Se invece puoi permetterti le vacanze falle in quelle strutture che esprimono un corretto rapporto qualità prezzo e un dignitoso ristoro economico per chi ci lavora, premierai così operatori seri e professionali.

Mentre aspetto da più di un anno che mi venga finalmente liquidata l’ultima tranche della liquidazione, sulla quale peraltro ho già pagato le tasse, caro turista, ti auguro buone vacanze.