Ma quale altezza mezza bellezza? Ecco lo sfigalogo

Anche questa storia che “altezza è mezza bellezza”… Sarà bene sfatarla, anzi sarebbe bene considerare le persone che superano una certa altezza come appartenenti a una classe disagiata.

Ecco una serie di situazioni che dimostrano quanto sostengo:

Aereo – Non c’è possibilità di usufruire delle sedute delle low cost e delle classi economiche sui voli. Ciò comporta un elevato dispendio di risorse;

Treno – Nella migliore delle ipotesi devo sperare che chi mi siede di fronte sposti lateralmente le sue gambe per evitare che le mie ginocchia insistano in modo impertinente sulla sua persona. Dove possibile si può risolvere con la prima classe, solo per il fatto che costando di più ci siano più possibilità di non avevre persone di fronte. Prenoto sempre lato corridoio così da poterlo sfruttare, ma ogni volta che passa l’uomo degli snack e del caffè… ops tutti si devono spostare;

Autobus – L’unica soluzione è stare in piedi. Per tragitti più lunghi sperare che sia libero il posto dietro l’autista, si può invadere la zona sottostante il suo sedile.

Autovettura – Su alcuni modelli ho risolto chiedendo al concessionario di spostare l’attaccatura alla scocca della ghiera che regola la distanza del sedile dalla pedaliera. Immaginate come starà comodo chi siederà dietro al guidatore.

Passiamo all’abbigliamento

Camice – se la manica è lunga abbastanza il giro collo della camicia sarà così capace da contenere oltre al tuo collo anche due ippopotami adulti;

Pantaloni – Per trovare quelli che abbiano stoffa sufficiente per realizzare l’orlo con “la risvolta” devi avere un girovita misurabile in ettari;

Cravatta – trovarne una che supera l’ombelico è opera ardua;

Passiamo al design e arredamento;

Altezza delle porte – Quale può essere la conseguenza per aver battuto innumerevoli volte in porte troppo basse, ante troppo vicine, sportelli posizionati tenendo conto di altezze medie pari a un metro e mezzo scarso?

Letti – Sempre troppo corti, che se non dormi a casa, ti svegli con le caviglie dolenti perché tutta la pianta del piede spunta fuori dal materasso. Come diceva il maresciallo durante il contrappello: lui non c’è bisogno che lo chiami. Se c’è, spuntano fuori i piedi;

A tavola – Vanno sempre più di moda i tavoli da vecchia trattoria dove sotto insiste un tavolone delle misure da cantieri edili e ti schiaccia la coscia alla sedia. E poi se allunghi le gambe riesci a importunare tutte le signore dei tre tavoli vicini…

Aspetto psicologico

Diagonale – Vogliamo parlare della volta in cui mi sentii dire che avrei avuto contezza del fatto d’aver superato la crisi della separazione quando avrei dormito nel letto in diagonale? Risposi di averlo sempre fatto, ché “per dritto” non c’entravo. Da quel giorno fu lo psicologo a perdere le sue certezze…

E la regola della L? Quella che ci si aiuta nello spiegarla roteando la mano con pollice e indice a 90 gradi per capirsi. E’ evidente però la scarsa attendibilità. Se così fosse, i bassi avrebbero seri problemi di trascinamento durante le fasi di riposo. E non voglio passare all’analisi delle altre fasi.

La cosa più sconcertante è però che esiste una maggioranza di persone che non superano determinate misure e quindi, fino a che resteremo una minoranza, avremo grandi e gravi problemi logistico-economici.

E cosa pensare quando ti senti dire che il futuro passerà per le nanotecnologie?

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