Di Pellizza da Volpedo, di Adam Smith e del Social Commerce che ci ipoteca il futuro.

« Siamo in un paese di campagna, sono circa le dieci e mezzo del mattino d’una giornata d’estate,
due contadini s’avanzano verso lo spettatore,
sono i due designati dall’ordinata massa di contadini che van dietro
per perorare presso il Signore la causa comune… »
Pellizza da Volpedo

Lunedì scorso, con tutta l’emozione possibile, al termine di una bella e impegnativa giornata milanese, mi sono recato al Palazzo dell’Arengario. Trovarsi di fronte al Quarto Stato di Pellizza da Volpedo non è cosa da niente. E’ come se quelle persone ti venissero incontro davvero. (l’immagine non rende ma con le luci basse e il telefonino non si poteva fare di meglio)

E insomma mi sono immedesimato nelle vicissitudini dei periodi storici a cavallo dell’Ottocento e del Novecento e, complice la “deriva Zingales“, durante il viaggio di ritorno mi sono ritrovato in borsa La ricchezza delle Nazioni – una versione ridotta ché quando non sei più giovane devi recuperare per rimetterti in pari – nella quale tale Adam Smith (non chiedetemi di pronunciare il th come Zingales però) nella seconda metà del Settecento scrisse, nel capitolo “Del prezzo reale e nominale delle merci

Il lavoro è dunque la misura reale del valore di scambio di tutte le merci […] Il lavoro è il primo prezzo, l’originaria moneta d’acquisto con cui si pagano tutte le cose. Non è stato con l’oro o con l’argento, ma col lavoro, che sono state comprate in origine tutte le ricchezze del mondo e il loro valore, per chi le possiede e ha bisogno di scambiarle con qualche nuovo prodotto, è esattamente uguale alla quantità di lavoro che esse lo mettono in grado di comprare o di comandare.

poi, nel capitolo “Delle parti componenti il prezzo delle merci” scrive:

Il reddito derivato dal lavoro si chiama salario; quello derivato dal capitale, da parte di colui che lo amministra o lo impiega, si chiama profitto; quello derivato dal capitale, da parte di chi non lo impiega personalmente, ma lo presta a un altro, si chiama interesse o uso del denaro. […] Quando questi tre tipi di reddito appartengono a diverse persone, si possono distinguere facilmente, ma quando appartengono alla stessa persona, vengono a volte confusi l’uno con l’altro, almeno nel linguaggio comune.

tenendo conto che, come scritto nel capitolo “Del prezzo naturale e del prezzo di mercato delle merci”

Quando la quantità portata al mercato eccede la domanda effettuale, essa non può essere venduta tutta a coloro che sono disposti a pagare l’intero valore della rendita, del salario e del profitto che è necessario perché vi sia portata.

a questo punto Adam Smith frena e sostiene che, in presenza di un prezzo troppo inferiore, il lavoratore e il proprietario ritireranno parte del loro lavoro o della loro terra da quella pratica che eroderebbe i loro margini.

Ora mettete da parte questi appunti e ascoltate questa telefonata di una collega.

Ciao Robi, volevo informarti dell’evoluzione di alcuni sondaggi relativi agli esercenti che si avvalgono del social commerce per rilanciare le loro aziende in questo momento di crisi. Lo sai che la maggior parte di loro sono piccoli artigiani, lavoratori in proprio che spesso non si rendono conto di quando finisce il loro margine e che quasi sempre, data la scarsa consapevolezza, non si rendono conto che i multipli creati dalle loro offerte e dai coupon venduti non solo eroderà il loro margine ma li farà lavorare per mesi interi sostanzialmente in rimessa?

Ecco ora il Prof. mi dirà di collegare il tutto (un po’ pallosetti ‘sti bocconiani eh). Eccomi. Vi ricordate Smith quando diceva che “quando questi tre tipi di reddito appartengono a diverse persone, si possono distinguere facilmente, ma quando appartengono alla stessa persona, vengono a volte confusi l’uno con l’altro, almeno nel linguaggio comune“. Ebbene secondo me, gli esercenti, presi dalla fobia del dover crescere sempre altrimenti le loro intraprese non avrebbero senso, non solo confondono le tre parti che compongono il prezzo ma, senza accorgersene, erodono il salario per il loro lavoro, il giusto ristoro per il loro rischio d’impresa e, lavorando in rimessa finiranno per indebitarsi per pagare le forniture delle merci acquistate per poter erogare i servizi con il solo fine di aver intaccato il patrimonio dell’azienda che in questo caso, il più delle volte, è il patrimonio personale.

Ecco perché le grandi aziende di Social Commerce vanno a intercettare i piccoli commercianti, perché in loro quelle tre parti del prezzo son tutt’uno. Si Prof. ora spiego anche il collegamento con il Quarto Stato, anche se ça va sans dire che, se continua così la gente in piazza la vedremo davvero.