Un urlo da 120 milioni di dollari

 “I was walking along a path with two friends – the sun was setting – suddenly the sky turned blood red – I paused, feeling exhausted, and leaned on the fence – there was blood and tongues of fire above the blue-black fjord and the city – my friends walked on, and I stood there trembling with anxiety – and I sensed an infinite scream passing through nature.”
Edvard Munch, 1893

Mercoledì sera Sotheby’s ha battuto per quasi 120 milioni di dollari una versione dell’Urlo di Munch. Pare che se lo siano litigati in cinque e, come nelle migliori tradizioni, abbia avuto la meglio un’offerta telefonica.

Questi ricconi si nascondono sempre, chissà perché?

Non sapevo che esistessero quattro versioni dell’Urlo, quello battuto all’asta mercoledì è l’ultimo in mani private – dice il New York Times – un pastello su tavola del 1895. E ‘stato venduto da Petter Olsen, un uomo d’affari norvegese erede del mecenate dell’artista.

Poi il New  York Times dice: “L’urlo è stato riprodotto all’infinito nella cultura popolare negli ultimi decenni, rendendo quasi famoso come Mona Lisa”. Apperò, questi americani!

Tra le rappresentazioni più simpatiche ho trovato questa su Vimeo. Che ne pensate?

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