Il Kenya e i sei gradi di separazione

E’ strano come le storie ti si appiccichino addosso, anche quando non sono le tue. E da un po’ di tempo che su un blog di una amica ci passano storie che, in qualche modo, sono mie.

Forse il mondo è piccolo, forse la teoria dei sei gradi di separazione va rivista alla luce dello sviluppo di internet e dei social media, forse ho sfiorato vite intense e situazioni particolari.

Oggi ho letto il post relativo a una bella iniziativa dedicata ai bambini del Kenya e in particolare di Watamu su Mercoledì tutta la settimana.

Non sono mai stato in Kenya ma vi giuro che quei luoghi, quei nomi e quelle situazioni descritte nel post non le ho viste ma sono dentro di me grazie ai racconti di altri. Non necessariamente belli o brutti, veri o falsi.

Quei luoghi e quei nomi non me li hanno detti, non me li hanno spiegati, me li scaraventarono addosso facendomi anche paura, tanta paura. Solo per due gradi si ripete un luogo e qualcosa di più. Forse il Kenya è più vicino a noi di quanto possa sembrare, in linea d’aria quasi cento metri.