Ritorno in Portogallo

Una dozzina d’anni fa, durante un volo verso Lisbona, una delle persone a bordo dell’aereo era convinta di viaggiare con José Saramago. In effetti quell’uomo un po’ in la con l’età e con un paio di grossi occhialoni ricordava lo scrittore portoghese, da poco premio Nobel. Lo ricordava così tanto che la persona convinta di ciò mi costrinse ad accovacciarmi per scrutare il nome scritto sull’etichetta della valigetta che lo accompagnava.

La vista non mi ha mai assistito granché e quindi non si saprà mai il nome del passeggero che pareva Saramago…

L’altra sera, in compagnia di un’amica appassionata lettrice e strepitosa scrittrice – ancora deve pubblicare un libro ma credo che prima o poi lo farà – durante il nostro raid periodico nella libreria dell’usato, siamo incappati in una copia del libro Il viaggio perfetto di José Saramago che mi sono accaparrato per l’iperbolica cifra di Euri 2,80. Sarà che la mia vita è costellata di apparizioni, sarà che il Portogallo rimane nel cuore, sarà che siamo, io e la mia amica scrittrice, Porto-sensibili fatto sta che mi appare un autografo all’interno del libro, quello che vedete nella foto

In effetti la J panciuta e una S molto vaga ci si potrebbero anche vedere, c’è anche un puntino che potrebbe ricordare un accento e c’è quel mese scritto in numeri romani, un vezzo che si ripete anche in un autografo che ho trovato in rete

Sarà un’impressione ma un qualcosina di simile mi pare ci sia, ma anche se fosse cambia poco… il fatto è che il Portogallo continua a chiamare e allora bisogna iniziare a progettare il “ritorno in Portogallo”.

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