Il turismo e le quote rosa.

Su TTG Italia, una delle testate più lette nel settore turistico sono apparsi oggi i risultati di un’indagine di Federalberghi. Credo volesse essere un regalo alle donne per la festa odierna. Ecco il testo dell’articolo, e di seguito il mio pensiero:

Un comparto in controtendenza per l’occupazione femminile. Questo il quadro del settore turismo secondo Federalberghi.

I dati dell’indagine sull’occupazione femminile realizzata dalla Federazione con l’Ente Bilaterale Nazionale del Turismo non danno spazio a dubbi: quasi sei occupati su dieci nell’industria delle vacanze sono donne.

Secondo le cifre fornite dalla Federazione, su un totale di 982mila dipendenti 556mila, pari al 57%, sono donne. Un dato ragguardevole in un Paese, l’Italia, caratterizzato da un bassissimo tasso di occupazione femminile (46,1% secondo Eurostat).

Sotto l’aspetto della qualità delle carriere, l’indagine Federalberghi evidenzia che, nel comparto, un lavoratore su tre con la qualifica di quadro è donna; inoltre il turismo è il settore che, in assoluto, registra il maggior numero di imprese femminili.

“L’occupazione femminile nel turismo è l’ennesimo segnale di vitalità e di innovazione – commenta il presidente di Federalberghi, Bernabò Bocca – di un settore che rappresenta sempre di più il presente e il futuro”.

Provo ad analizzare la situazione: nei quadri 1 su 3 è donna e nel totale 3 su 5 sono donne. Questo potrebbe significare che nei ruoli dove c’è da fare più fatica fisica la maggioranza siano le donne. Il fatto che un presidente di una così importante associazione provi poi a far passare il maggiore utilizzo di donne negli alberghi come “segnale di vitalità e innovazione” mi preoccupa veramente molto, se fosse vero ne sarei felicissimo. Da quella che è la mia esperienza credo che le donne siano la maggioranza perché negli alberghi ci sono un un sacco di cameriere ai piani e non perché siamo nella Silicon Valley del Mediterraneo.

Quest’estate, durante una pausa pranzo, osai invitare un giovane facchino a imparare a fare i letti – in caso di imprevisti gli sarebbe tornato utile – mi rispose: “non sono mica una femmena”. Vent’anni fa, non sarebbe successo. Mi perdoni presidente ma secondo me l’occupazione femminile negli alberghi è più alta della media nazionale perché si debbono accettare stagioni brevi, orari sballati, turni festivi e, ragione principale, ci sono da fare un sacco di camere.

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