L’Italietta sotto la slavina. Cronaca della resa.

Da dieci giorni ci hanno comunicato le nevicate di ieri e oggi, da anni acqua e neve ci bloccano, le date sono sempre le stesse, nell’ultimo decennio si sarà sgarrato di una decina di giorni sia per le alluvioni, sia per gli innevamenti.

Questa mattina sono partito dalla stazione di una ridente cittadina del centro Italia per spostarmi di un centinaio di chilometri per poter assistere a un’udienza nel tribunale di un altro ridente capoluogo di provincia. Scendo dal treno e vengo avvisato da uno dei miei soci che purtroppo l’udienza è rimandata a data da destinarsi causa neve. Pare che gli avvocati non siano riusciti a raggiungere il tribunale.

Ritorno alla stazione dove una decina di centimetri scarsi di neve hanno fatto si che convogli senza motrici insistessero sui binari. Nel clima surreale che si era venuto a creare alle 10:00 della mattina arriva all’improvviso un annuncio: il treno intercity per Milano delle ore 5:50 partirà dal binario uno anziché dal binario tre con 290 minuti di ritardo. Ne segue un altro: il treno regionale delle 10:10 arriverà con 10 minuti di ritardo al binario sei. Dopo una mezzoretta un altro annuncio: il treno regionale delle ore 10:10 arriverà al binario 2 anziché al binario sei con 35 minuti di ritardo. Dopo dieci minuti: il treno regionale delle 10:10 è stato soppresso.

Faccio il furbo, il treno del binario uno per Milano sta partendo ma mentre corro per prenderlo, mi accorgo che non c’è la motrice. Infatti segue l’annuncio: il treno intercity per Milano delle 5:50 (sono quasi le 11:00) è soppresso. C’erano tre giapponesi che si sono piegati dalle risate. All’improvviso imbarco su un Intercity – col biglietto del regionale – per Milano, non quello di prima, uno che è arrivato all’improvviso ma in orario. Dal binario quattro. In questa oretta di attesa in questa ridente località, ben sei dico sei addetti alla rimozione della neve, con delle pale evidentemente acquistate alla vicina mesticheria e con tanto di fiamma ossidrica hanno spalato neve (non ghiaccio) dai binari per circa 6/7 centimetri.

Finalmente imbarcato sull’Intercity arrivo al secondo capoluogo di provincia, sarei dovuto arrivare molto più tardi ma visto che l’udienza nel capoluogo precedente era saltata mi sono goduto qualche libreria e due passi in centro. Carico di libri arrivo in hotel, mi sistemo, vorrei passare un pomeriggio tranquillo, domani devo subire un intervento chirurgico. Mentre sonnecchio squilla il telefono. Un gentilissimo chirurgo mi annuncia che l’intervento è da rinviare, i chirurghi sono tutti nelle sale operatorie ma gli infermieri non sono arrivati. Nella città i negozi sono tutti aperti, camerieri, alberghi, ristoratori, baristi, centralinisti, giornalai. Ma come cavolo si muovono questi infermieri e questi avvocati?

Sono 10 i centrimetri di neve massima che ho potuto notare oggi nei luoghi dove sono transitato. Ma è mai possibile che saltino udienze e interventi chirurgici come le partite di calcio, per terreno impraticabile.

P.S. Mi hanno chiamato dei miei amici, stanno rientrando sull’isola dalla quale provenivano perché quella che stanno prendendo è l’ultima nave disponibile. Il tempo non mi pareva di quelli da naviagzioni impossibili ma mi è stato suggerito che forse, sulle navi non c’erano le catene a bordo.

Vado a mangiare una pizza: speriamo sia arrivata la mozzarella!

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