Denominazione di origine inventata

Quante leggende sui cibi italiani… quante storie e quanti falsi miti. Denominazione di Origine Inventata è un bel libro, lo si legge in un pomeriggio per quanto è avvincente nel suo sgretolare tante novelle che vorrebbero ammantate di chissà quali epiche gesta cibi e leccornie italiche.

Grandi disegna subito lo scenario nel quale il libro si addentrerà: “Questo è il paese nel quale due tra le regioni più ricche del mondo, il Veneto e il Friuli-Venezia Giulia, si fanno la guerra per stabilire la paternità del tiramisù, dove politici di levatura nazionale scendono in campo come cavalieri medievali per difendere l’onore di una salsiccia o di un formaggio“.

Un racconto nella mitologia della cucina italiana, nella narrazione raffazzonata del marketing con poche idee e tantomeno tradizione. Un libro che mette in dubbio il tanto caro “piccolo è bello” che dimostra che tutto questo tipico con il quale ci riempiamo la bocca non ha ragione d’essere.

Un esempio su tutti per non svelare i contenuti del libro… il pomodoro di Pachino? Nient’altro che un “ibrido F1” creato in un laboratorio israeliano nel 1989 e ottenuto con la MAS (Marker Assited Selection). Stupiti? Questo non è niente… vi consiglio di leggerlo questo libro. Vi farete delle grasse risate.

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