Il marketing natalizio

Ci sono quei film che appena senti odore di Natale iniziano a comparire ovunque, l’apoteosi sarà quando per il trentacinquesimo hanno consecutivo arriverà Una poltrona per due. Invece in America non c’è blog di marketing che non tiri fuori le tre immaginifiche lezioni di marketing che si celano nella trama di Miracolo nella 34a strada, la versione originale è del 1947, il remake è invece del 1994. Se volete guardate il secondo, ché il primo è un po’ lento. La storia è semplice e si svolge la vigilia di Natale, sullo sfondo una lotta senza pietà tra due catene di negozi di giocattoli. Un imprenditore buono e uno cattivissimo che combatte anche fuori dalle regole. Vittima di questa lotta senza quartiere il vero Babbo Natale che finirà nei guai senza volerlo. Come va a finire non ve lo dico così ve lo guardate, c’è anche una piccola protagonista odiosa, viziata e saputella che ottiene sempre quel che vuole – mi ricorda tanto una persona, ma questa è un’altra storia. Su YouTube, la pellicola, costa meno di 10 euro e “ve lo portate a casa”.

Ma quali sono le tre regole strepitose di marketing calate dentro la trama del film?

La prima regola la si impara quando Babbo Natale, Kris Kringle, che lavora per la catena Cole rivela a una cliente che lo stesso giocattolo lo si acquista a minor prezzo presso la concorrenza. La cliente, colpita da questo comportamento, avvisa il direttore del negozio aggiungendo che resterà fedele all’azienda perché ha molto gradito questa attenzione verso i clienti. Forse funzionerà così, ma ai giorni nostri la vedo dura. Nel turismo, ma anche in altri settori la fanno da padrone i comparatori di tariffe senza bisogno di Babbo Natale. Certo è che la guerra dei prezzi non fa bene a nessuno e, come dico sempre a chi mi chiede lo sconto perché un collega riesce a fornirgli gli stessi servizi, certo è che se un collega è più bravo è giusto che sia lui a beneficiare della presenza di quell’ospite.

La seconda regola è che la coopetition e addirittura le partnership sono più proficue della concorrenza senza quartiere. Se molte aziende lo avessero capito – e non lo hanno ancora capito – non ci ritroveremo con Sony che patisce iTunes, con Blockbuster che lascia strada a Netflix, con i tassisti che odiano Uber e con gli albergatori che infilzerebbero AirBnb (quest’ultima passi perché è Natale).

Terza regola: mai abbandonare i propri testimonial e i propri dipendenti nei momenti sfortunati. Impegnarsi sempre per trovare, nei momenti di difficoltà, delle opportunità per sparigliare il mercato e ottenere dei vantaggi competitivi. Bisogna essere bravi e avere un po’ di fortuna. Ma il fattore C, lo sappiamo, spesso è determinante.

Non vi dico come va a finire il film, però come potrebbe svelarci anche Julian Assange, fondatore di Wikileaks, questa storia di Babbo Natale è una bufala!

Che ci crediate o meno, buon Natale [irresponsabile] a tutti!

Immagine Pixabay (1)

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