Caro Vincenzo, ovvero del sentirsi soli

Caro Vincenzo, l’ultima volta che ci siamo visti abbiamo parlato di blockchain attorno ad una bella bistecca in quel di Firenze. Che dire, se cercavamo certezze, meno male che c’era la fiorentina perché sul resto fu notte fonda.

Pensa che, prima di scriverti in merito a questa blockchain, sono andato a vedere Wikipedia così giusto per fissare alcuni dati. Apriamo una parentesi, tu ed io abbiamo la fortuna di conoscere persone che stimiamo personalmente e che ci hanno spiegato, o hanno tentato di spiegarci, questo meccanismo strepitoso, abilitante, indipendente e molto molto disintermediato. Questa tecnologia che distruggerà il mondo così come lo conosciamo. Ecco queste persone dovranno avere la pazienza di spiegarci e rispiegarci questa cosa perché, caro Vincenzo, meno male che ci sei tu, altrimenti mi sentivo solo come la particella di sodio. Già la mia amicizia con Mirko Lalli – quello che ha avuto pazienza per più tempo, pensa che non più tardi di questa notte, con fare amichevole e paziente mi inviava da Cupertino le più nuove dispense dedicate alla blockchain – dicevo, la mia amicizia con il Lalli è messa a dura prova.

Non sai i colpi di anziano cit., medievale cit., arretrato cit., che mi sono preso dopo questo post su facebook:

“Quelli che se chiedi di approfondire sul Bitcoin ti rispondono “tu sei contro il Bitcoin”; quelli che con uno zerovirgola godono come un riccio; quelli che hanno capito le dinamiche dell’andamento dei prezzi del Bitcoin dicono “che non si può comprendere la dinamica del Bitcoin”; quelli che guai all’intermediazione bancaria mandano soldi a intermediari che neanche conoscono; quelli che se chiedi circa la sicurezza della transazioni del Bitcoin “e ma ti devi fidare”; quelli che specula con Bticoin e investi con Ethereum; quelli che il future sui Bitcoin li farà crollare del 30% ma non li vendere poi invece esce il future e il Bitcoin sale del 30% e se li avevi comprati degli altri era meglio; quelli che se non compri Bitocoin devi aprire la tua mente; quelli che Bitcoin e Blockchain sono due cose separate ma non riescono a spiegarteli separatamente e non penso sia possibile; quelli che se dici il Bitcoin è strumento speculativo dicono che non capisci niente; quelli che mi leggono interessato (ce li ho nel cuore) e mi scrivono in privato se vuoi fare mining o se vuoi comprare Bitcoin senza intermediario ci penso io; quelli che il Bitcoin è la rivoluzione e non sanno niente dei sanculotti; quelli che puoi fare anche il MaremmanCoin; quelli che se non capisci sei medievale ma nel medioevo tutti avevano la loro monetina e non fu cosa buona; quelli che l’oro è superato ma l’ipotesi di valore del Bitcoin è parametrata all’oro; quelli che la dematerializzazione del portafogli ma poi devi avere la pennina USB e metterla in cassaforte e guai se ti dimentichi le password; quelli che ridevano quando quelli mettevano i soldi sotto al materasso ora li mettono in un computer, li passano in una pennina, la mettono in cassaforte e mettono la chiave della cassaforte sotto il materasso; quelli che se non parli di Bitcoin non sei nessuno; quelli che fanno fare trading in criptovalute ai figli minorenni. A quelli che hanno letto fino a qui rammento Warren Buffet che diceva “il rischio deriva dal non sapere cosa stai facendo” e mia nonna sarta che quando sentiva supercazzole sul tessile se ne usciva con un sempre brillante “non c’è più la mezza stagione” e “un vestito di gabardine è sempre la migliore soluzione”. Malgrado tutto vi voglio bene e il Bitcoin è qualcosa di meraviglioso, anche se non l’ho capito”.

Insomma perfino Wikipedia, se la leggi bene, non è riuscita a spiegarmi la Blockchain. Sai, sono vecchio stampo, tanto che sono rimasto a Ford

“C’è vero progresso solo quando i vantaggi di una nuova tecnologia diventano per tutti”.

Poi leggi che

“Le blockchain sembrerebbero portare vantaggi anche nel settore emergente dell’internet delle cose, IBM ha creato a riguardo, il progetto Adept”.

Oppure

“A livello finanziario è nato il consorzio R3 CEV composto da 40 banche, per poter provare a utilizzare la tecnologia internamente e per definire delle regole in caso venga utilizzata come forma di transazione monetaria. Se a settembre 2016 le sperimentazioni avranno dato esito positivo si passerà all’ambito applicativo. Al consorzio collaborano anche Microsoft Azure, IBM e Amazon AWS.

Borsa Italiana, parte di London Stock Exchange Group, e IBM hanno annunciato lo sviluppo di una soluzione basata sulla tecnologia blockchain per digitalizzare l’emissione dei titoli di piccole e medie imprese (PMI) in Europa”.

Insomma inizi a dubitare che questo meccanismo sia la rivoluzione e inizi a credere che questa sia la massima applicazione del capitalismo, che tu mi insegni funziona se regolato e redistributivo. Qui invece mi pare che la libera volpe inneggi al pollaio senza confini per lasciare libere le galline di pascolare, così giusto per innalzare il livello di libertà. E se è vero che per gestire questa rete ci vogliono computer superpotenti e addirittura raffreddati in maniera molto particolare e se è anche vero che il computer più potente vince tutto, pensa se qualche guerrafondaio decidesse, invece di investire in missili, di investire in potenza di calcolo.

E se i bitcoin sono, per adesso, la più potente applicazione gestita con una blockchain perché c’è questa euforia speculativa? No a me Montemagno non ha convinto, o meglio ritengo che abbia detto quello che volevamo sentirci dire, fidatevi e se sbagliate avete comunque sostenuto l’innovazione.

Espressi i miei dubbi anche quando mi spiegarono le politiche tariffarie innovative, quando il prezzo si slegò dai costi di produzione e dal giusto ristoro per l’imprenditore e diventò un fattore dinamico e speculativo che poi finì per garantire extra guadagni nei momenti di alta richiesta e vendite sotto costo che diventarono la normalità. Si intervenne allora sul costo del lavoro (parte debole del sistema) con i salari che iniziarono a diventare sempre più compressi. Mi chiesi come mai i voli low cost li pagava molto di più chi non volava e chi sui voli ci lavorava. Oggi il TG era un inno di controllori di volo incazzati, piloti minacciati nel loro diritto di sciopero e viaggiatori indignati per come la compagnia – sulla quale stavano salendo, già – trattava i piloti: ma conviene e in fin dei conti…

Mentre c’è gente che istiga figli minorenni alla speculazione, io ho aperto il mio portafogli con un intermediario che forse sarà serissimo, ma ancora non ho superato l’imbarazzo di inviare i miei risparmi in Estonia per acquistare il mio primo “zerovirgola” di qualche criptomoneta. Ecco è questo mondo che si ubriaca per gli “zerovirgola” che forse non mi ispira. Mentre ognuno batte un nuovo conio e l’internet diventa un colossale territorio di incastellamento, dove ognuno ha moneta propria e nasce anche l’ufficio cambi (leggi Revolut).

Per questo ho grande rispetto per i nostri amici comuni (quelli che ospiti nel tuo post), ché sulla rotta della blockchain stanno esplorando questo territorio come dei veri pionieri. Per questo è giusto che sia loro la marginalità economica e il prestigio che questa scoperta spero porti loro. Noi due, caro Vincenzo se non dovessimo capire potremmo sempre dire che noi, questi pionieri coraggiosi, li conoscevamo e sapevamo che erano nel giusto.

Chiudo dopo averti raccontato tutte quelle volte che mi sono sentito solo e che mi vergognavo di non aver capito e mi sono sforzato di chiedere, chiedere, chiedere… mentre c’è gente che oggi invitava tutti a investire sui Ripple, arbitrare Ethereum con Bitcoin, attendere con ansia l’apertura delle contrattazioni dei future sui Bitcoin che sembrano Soros, Buffet e Sindona mentre concertano l’ultimo “improbabile” attacco sulla Lira o sulla Sterlina.

Ti saluto con l’unica speranza che il mondo non finisca in mano ai vegani, verrebbe meno anche l’unica certezza che mi resta, quella di almeno una fiorentina all’anno insieme a te.

P.S. 1 La lettera è dedicata a Vincenzo Moretti che, si fa per dire, mi ha chiesto aiuto ed ha aperto un bel post per iniziare a capire questa nuova diavoleria.
P.S. 2 Sappiamo di non sapere ma non siamo grulli!

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2 Comments
  • Tizconz

    11 marzo 2018 at 19:26 Rispondi

    Non ci ho capito nulla neanche del tuo post, ma mi basta di aver capito quello che ha raccontato Luca Mercalli e cioè che nella produzione di bitcoin è necessaria tanta energia elettrica quanta ne utilizza il Portogallo. E tu sai bene che per me è meglio il Portogallo.

    • Irresponsabile

      12 marzo 2018 at 8:32 Rispondi

      Spesso le tecnologie abilitanti impattano molto, ma se si dovessero sviluppare consumi e costi di gestione tenderebbero a ridursi. Ma non so se in questo caso potrebbe funzionare.
      In ogni caso su Officina Turistica abbiamo rilasciato un manualetto che può chiarire qualche dinamica.
      http://www.officinaturistica.com/2018/02/di-blockchain-ecc/

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