Criptovalute: 13 libri che forse non c’entrano niente

Il rischio deriva dal non sapere cosa stai facendo
Warren Buffet

L’euforia che avvolge e caratterizza l’attuale momento delle criptovalute mi ricorda molto gli anni ottanta, lo yuppismo, le bolle e i crolli della New economy. Lo so, c’è chi dice che il passato è un cattivo strumento per valutare il futuro ma, comprendere quel che è successo per avere la consapevolezza di cosa si sta facendo, non credo sia cattiva cosa.

Sì, ci sono passato anch’io dall’ubriacatura prima del famoso crollo dell’89 – durante il quale ero casualmente (non per chissà quale analisi finanziaria) con un portafoglio relativamente scarico. Qualche hanno prima, anche il maresciallo addetto agli acquisti, faceva la capatina al borsino del Monte dei Paschi così come il tassista cinque giorni fa parlava di Bitcoin con un piglio alla Gordon Gekko.

Sono passato dalle Ratti alle Gerolimch, dalle Tripcovich alle Cattolica del Veneto, sapevo spiegarti la differenza tra Pirellina e Pirellona, facevamo il pull degli investitori e telefonavamo in banca ordinando put, straddle e warrant a più non posso. I riporti, il terzo mercato e poi i collocamenti, tutti in fila: Credito Italiano, Enimont, Nones, Finmatica, Lottomatica. Perfino le Cdb Web Tech, a causa di quelle qualche amico mi maledì perché le comprò nel momento sbagliato e in gran quantità. Da allora non ho mai dato consigli di investimenti.

Non so dirvi se ho perso o se ho vinto, certo andò meglio di quando giocavo i cavalli alla sala ippica.

Non c’è dubbio,  furono anni esaltanti, Agnelli e Gardini erano come Bartali e Coppi. Tenevo per il secondo e fui socio di Raul, si fa per dire, in tutte le sue imprese: Eridania, Ferruzzi Agricola, Ferfin (un po’ meno), Montedison. Facevo il tifo per il Moro di Venezia, forse più per ragioni finanziarie che sportive. Pochi per esempio sapevano che i cantieri Tencara dove il Moro fu costruito erano controllati da Tecnimont società di ingegneristica del Gruppo Montedison, un vero gioiello a livello mondiale. Studiare bilanci fino a notte fonda serviva a qualcosa.

Si passavano le notti a comparare il P/E tra Italmobiliare, Italcementi, Calcestruzzi e Cementerie di Sardegna.

Compresi due cose seguendo finanza e Raoul Gardini. La prima che il tonfo dell’89 non aveva alcun riferimento con quello del ’29. Quello del 1929 credo fosse più legato alla situazione economica mentre quello dell’89 a motivi tecnico finanziari legati alle attività dei ribassisti. Entrambe le crisi spinsero i regolatori ad attuare alcune mosse: divieto per le banche di possedere partecipazioni in aziende quotate, sospensione dei titoli per eccesso di ribasso, maggiore vigilanza, punibilità per aggiotaggio ed insider trading. Poi compresi anche che nonostante esistano le regole, queste possono cambiare e quindi decidere chi vince e chi perderà. Per esempio, in un determinato momento Gardini riuscì, grazie ai future, a possedere più soia di quanta ne esistesse, così da costringere i venditori di future a comprare dai Ferruzzi la soia che alla scadenza del future avrebbero dovuto consegnare ai Ferruzzi. Il Chicago Board Of Trade annullò i contratti per una serie di leggi che limitavano l’acquisto dei future che normalmente venivano venduti e comprati prima della scadenza senza l’effettiva consegna delle merci sottostanti. Insomma il mercato creava un prodotto e lo stesso mercato ne limitava le caratteristiche iniziali. Iniziò così il declino della Ferruzzi Fiananziaria, prima ancora della mazzata Enimont.

L’assenza ed il non rispetto dei regolamenti ha sempre favorito i grandi, grandi che in assenza di leggi e regolamenti puntano spesso sulla loro potenza e capacità di scomparire.

Vorrei tanto che i miei amici diventassero futuri Warren Buffet grazie ai Bitcoin e a tante altre criptovalute – che magari anch’io ho per qualche giorno navigato – ma nel frattempo, tra un’occhiata e l’altra al loro wallet e alle quotazioni mi permetto di consigliare le letture che, negli anni che vi ho raccontato, hanno formato il mio profilo di investitore che adesso mi sta permettendo di far studiare due figli, e son anche felice che, nel frattempo, altri abbiano scalato ricchezze ben più grandi, ma ognuno di noi ha una missione.

Federico Rampini, Dall’euforia al crollo, la seconda vita della New Economy, Editori Laterza

Fabrizio Galimberti, Economia e pazzia, crisi fininanziarie di ieri e di oggi, Editori Laterza

Giandomenico Piluso, Il banchiere dimezzato, Marsilio

Thomas A. Bass, Sbancare Wall Street, Feltrinelli

Gianni Gambacorta e Danilo Taino, Gli speculatori, Sperling & Kupfer Editori

Ugo Bertone, Capitalisti d’Italia, Boroli Editore

Salvatore Bragantini, Capitalismo all’italiana, Baldini & Castoldi

Massimo Muchetti, Licenziare i padroni?, Feltrinelli

John Kenneth Galbraith, L’economia della truffa, Rizzoli

Pietro De Rossi, Analisi tecnica di borsa, Il Sole24Ore Libri

Mark Twain, La banconota da un milione di sterline, Mondadori

Arthur Miller, Il prezzo, Einaudi

Jaques Le Goff, La borsa e la vita, Editori Laterza

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