È il Sagrantino, amore mio…

“Una bottiglia di vino implica la condivisione;
non ho mai incontrato un amante del vino che fosse egoista.”
Clifton Fadiman

Se non ricordo male, la prima volta, a Montefalco ci capitai per caso, ché l’Umbria è uno di quei luoghi dove è concesso perdersi per trovare il buono. Fu così che a metà anni ’90 mi imbattei nel Sagrantino, fu un po’ come quando incroci dei begli occhi ma non fai in tempo a farli tuoi, ma ti resta l’amore in bocca, proprio l’amore avete letto bene. Insomma ci lasciammo così, vittime di un fulmine che non divenne tuono.

Ci incontrammo di nuovo, abbastanza casualmente, quando in un ristorante all’Isola d’Elba mi fu proposto il 25 anni di Arnaldo Caprai. Fu un po’ come ritrovare gli occhi incontrati a Montefalco, questa volta più maturi, più importanti e fu amore di nuovo. Ho sempre conservato, a questo punto credo non casualmente, anche una copia de Il Mondo – agosto 2003 – nel quale si parlava un gran bene di Marco, il giovane al quale la famiglia Caprai – impegnata anche nel tessile – aveva affidato la cantina.

ilmondo_caprai

Non sono un grande intenditore di vini ma chi ha avuto la fortuna di incontrare il Sagrantino di Caprai può capire che non è difficile riconoscerlo come un vino spettacolare.

Perché vi racconto questa storia e perché sono partito da così lontano? Perché come dice Coehlo “quando desideri una cosa, tutto l’Universo trama affinché tu possa realizzarla”.
E’ successo così, grazie anche a un complice, che in occasione di Enologica 2015 mi sono ritrovato nelle meravigliose cantine di Arnaldo Caprai e poi a cena con Marco, insieme a Kim e Tenille Chalmers produttrici di Sagrantino in Australia, ristoratori italiani ambasciatori del Sagrantino negli States come Roberto Paris, Director Wine de “Il Buco Restaurant” a New York, e ad altri illustri conoscitori di vini.

cena_caprai

Basta ascoltare il racconto di Marco Caprai, delle fatiche in vigna, della passione per scoprire dopo 10, 15, 20 anni come si sono mantenuti i sapori dell’uva in bottiglie preziose, presentate una per una come opere prime, come risultati di impegno, innovazione, visione… Marco Caprai racconta tutto questo con gli occhi pieni di gioia simili a quelli di un bambino felice, con la passione e il rispetto verso la sua terra e con la generosità nel condividere il frutto dei suo lavoro.

A me è bastato ascoltare le storie che hanno segnato questi luoghi, questa azienda e queste persone nel tempo per comprendere che stavo vivendo una cena unica scandita dalla generosità dell’ospite che ha offerto annate spettacolari del suo Sagrantino ai commensali, tra i quali un 1997 da urlo.

verticale_caprai

E’ stato un privilegio conoscere Marco in mezzo ai filari e a tavola, ho conosciuto finalmente una storia così densa di amore che non mi meraviglio se il Sagrantino di Caprai ha accompagnato un sacco di bei momenti della mia vita… e ve lo assicuro, ne accompagnerà ancora.

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