Le più grosse supercazzole turistiche della storia dell’umanità

Avvertenze: questo post è dedicato a colei che camminando proferì queste parole: “tu dovresti fare l’umorista del turismo“. Quanto scritto è altamente irresponsabile, statisticamente irrilevante, molto innervosente, assai provocatorio. Diplomaticamente mi verrebbe da dire che non sempre la penso così, invece come direbbe Bergonzoni questa è la mia idea che peraltro condivido, quindi è molto probabile che questa lettura non porti alcun beneficio a te o a altre persone tanto meno deve essere ritenuta base per studi scientifici, e non necessariamente condivisa. Un tuo like su questo post potrebbe inimicarti un sacco di persone quindi pensaci bene prima di farlo. Il fumo nuoce gravemente alla salute e questo post non prende posizione alcuna in materia di droghe leggere.

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E’ periodo d’esami, mi sono finto interrogato da un professore immaginario.

Quando inizia il viaggio?

D’istinto mi verrebbe di rispondere quando mi pare, un mio amico rispose: quando la rolli, ché quando l’hai accesa il viaggio è già finito. Per quanto mi riguarda il viaggio inizia prima della partenza (in particolare nel caso delle prepagate) e, nel caso di chi paga a fine soggiorno, il problema non è sapere quando il viaggio inizia, ma quando finisce, così s’incassa e arrivederci alla prossima, grazie e se tornate siamo felicissimi, speriamo siate stati bene.

Su questo tema, per giunta, c’è una grossa confusione in particolare nella testa dei viaggiatori (o turisti che dir si voglia) come nel caso della signora che ieri dopo aver beneficiato di una cena per tre persone come riparazione per il mancato utilizzo di una mezza mattinata della baby piscina per il suo piccolo, oggi ha pagato il conto, poi è andata al bar ha preso un po’ di libagioni per il viaggio e si è defilata senza pagare le ultime consumazioni… lei sapeva benissimo quando finisce il viaggio, solo che non lo voleva far sapere agli altri.

Qual è la differenza tra viaggiatore e turista?

Sostanzialmente sono la stessa persona che si comporta in modo diverso. Se la bellezza sta negli occhi di chi osserva, la differenza tra viaggiatore e turista sta nella testa di chi analizza i comportamenti di persone manifestando disprezzo o superiorità nei confronti di ciò e di chi è giudicato troppo plebeo o banale. Insomma, la differenza tra l’uno e l’altro è direttamente proporzionale alla spocchia di chi la cerca, la differenza. Che poi ci sarebbe da chiedersi perché si parla solo di turismo e mai di viaggismo…

Non vendiamo camere, offriamo ospitalità! Cosa ne pensa?

Quando arriva il cliente prova a essere gentile, professionale e poi digli che non gli dai la camera che ha prenotato e vediamo se vendi le camere o offri l’accoglienza. E poi tutto ciò ha generato delle grosse incomprensioni. Oggi per esempio su Facebook si elogiava il gestore di un B&B perché era così bravo tanto da commentare “Booking(.)com vende camere, tu vendi ospitalità” salvo poi scoprire che quel B&B è regolarmente commercializzato da Booking(.)com. Immagino il casino che ci sarà in quel B&B metà gente che vuole camere, altre che vogliono ospitalità. Che casino, dev’essere bravo davvero nel gestire una platea così eterogenea.

Da quando il viaggio è diventato esperienza?

Il viaggio è sempre stato esperienza, quando va male, quando va bene, quando incontri qualcuno o quando ti rubano la valigia, bello o brutto il viaggio è sempre un’esperienza. Se caso mai c’è da chiedersi quale fosse il tasso di sfiga di colui che ha deciso di mettere in piedi questa mitologica supercazzola. E comunque anche qui vale la regola scritta nella differenza tra viaggiatore e turista, dipende dal tasso di snobbismo che abbiamo in noi.

A cosa serve il marketing, in particolare quello turistico?

Ha un ruolo determinante, continua a dirci e a farci capire che le buone pratiche erano quelle che mettevamo in campo diversi anni fa, tecniche che ci invitarono a abbandonare con l’arrivo del marketing.

E quali benefici ha portato, secondo lei, questo stato di cose?

Ha consentito alle nuove leve del marketing turistico di definire innovative o non convenzionali tecniche che funzionavano già negli anni ’70, il problema è che con l’innalzamento dell’età pensionabile, qualcuno che lavorava in quel periodo li ha sgamati facendo notare che non c’è nulla di nuovo sotto il sole.

Come viene combattuta l’intermediazione?

Con la disintermediazione, pratica che consiste nel fare di tutto affinché il cliente non passi attraverso intermediari, per esempio facendo in modo che l’ospite telefoni direttamente, così da potergli dare conferma che la miglior tariffa disponibile è quella su Booking.com

Dalle 4 P siamo passati alle 4 E, secondo lei quali sono le lettere del marketing turistico moderno?

Le 4 V: Vendere, Vendere, Vendere, Vendere.

Dai su, non prendetevela, un albergatore saggio e anche un po’ incosciente una volta mi disse: lei deve puntare molto di più sull’aspetto ludico nel rapporto con i clienti. Anche questa era vecchia pratica in casa… Babbo, portiere del Golf Hotel, per anni risultò imbattuto sulle buche del Golf Club Punta Ala, le narrazioni (questo è storytelled o storytelling) raccontavano che avesse un par (numero di colpi con il quale si compie il giro in una gara di golf, credo) così basso da essere preso a riferimento, nessuno riuscì a batterlo, così dicevano clienti, istruttori e caddie (i ragazzi che portano le mazze). Si seppe molti anni dopo che mio babbo non aveva mai giocato a golf.

Ecco, questo post prendetelo come una partita a golf con mio babbo. Se proprio volete commentare fatelo su questo blog esprimendo il voto al termine dell’interrogazione, in centesimi mi raccomando.

6 Comments
  • lidiamarongiu

    25 giugno 2015 at 17:29 Rispondi

    100 e lode. La lode perché mi hai fatto ridere, 100 per la coerenza che nel mondo del marketing turistico è la merce più rara.

  • amisaba

    25 giugno 2015 at 18:18 Rispondi

    “viaggiatore e turista, dipende dal tasso di snobbismo che abbiamo in noi” applausi!

  • Francesco Garufi

    30 giugno 2015 at 16:56 Rispondi

    Mi piace il tuo approccio “professore” Quindi ti chiedo, che ne pensi degli uffici stampa che si cuccano i soldi dei clienti sbandierando la possibilità di farsi pubblicare su una montagna di riviste e poi trascorso un anno di contratto e citazioni 2 se ne vanno e il cliente si ritrova a fare da solo la sua comunicazione senza sapere neanche da dove cominciare? E già che siamo in tema, che ne pensi di tutti quegli uffici stampa che strarompono i maroni dei redattori delle riviste di turismo per farsi pubblicare i cs dei loro clienti che hanno pagato fior di soldi e che invece non danno una lira alle riviste di cui sopra? Secondo te… ste notizie le riviste le pubblicano? E secondo te i clienti degli uffici stampa sono dei pirla? Grazie e buon lavoro. Davvero un sito ben fatto.

    • Biro

      30 giugno 2015 at 17:19 Rispondi

      Caro Francesco, con il tuo commento apri un evidente problema… Io mi ero finto interrogato! Però se tu mi dai del “professore” si potrebbe intendere che le supercazzole sono le domande e non le risposte. Risolviamo quindi dicendo che il post è double face, che ognuno lo usi nel modo migliore. Per le altre domande che mi poni, in qualsiasi rapporto fiduciario tra cliente e fornitore ci possono essere dei problemi, saper scegliere con chi collaborare è una dote del buon imprenditore. Ognuno ha i fornitori che si merita. Grazie per apprezzare questo approccio un po’ irresponsabile ma altrimenti non riuscirei… a presto, e continua a segurmi

  • Francesco Garufi

    30 giugno 2015 at 17:48 Rispondi

    Grazie per la tua risposta Robi. In realtà il mio post voleva essere provocatorio, non nei tuoi confronti ma per i tanti uffici stampa che leggono questo blog. Io sono dall’altra parte, in redazione. E sapessi quante cavolate debbo sentire e promesse mai mantenute che buttano lì per farsi pubblicare. Ti auguro buon lavoro. E se dovesse in qualche modo esserti utile una rivista di turismo che ancora, fortunatamente, resiste e persiste in edicola… Buona serata. Francesco

    • Biro

      30 giugno 2015 at 18:32 Rispondi

      Chi l’ha dura la vince, continua a provocare che su questo blog è il requisito minimo per la sopravvivenza. 🙂 A presto

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