Exporsi, ma non troppo

Sono giorni particolarmente intensi quelli che ci separano da Expò, inutile dirlo ma si spera che ce la caveremo, lo sperano tutti ed è giusto così. Sarà un’opportunità eccezionale da cogliere al volo e farla durare il più a lungo possibile. Sono giorni particolari perché all’improvviso, in tutta Italia, pare che ci sia stato il risveglio del cross marketing che miscela due ingredienti fissi (Expò e turismo) a un ingrediente a ruotare (internet, banche, compagnie telefoniche, portali). In sostanza cosa sta accadendo? Tutti i miei clienti mi inviano costantemente proposte di banche, compagnie telefoniche, web agency, camere di commercio, assessori, sindaci, falegnami e ortopedici che propongono, colpo di scena, un portale dove inserire l’offerta italiana e proporla ai mille mila turisti che verranno in Italia per Expò e si strapperanno i capelli per scorrazzare in lungo e in largo per lo stivale. Ma i miei clienti mi chiedono un giudizio in merito a cotanto ardore pubblicitario-turistico-commerciale con una luce negli occhi che pare sussurrarmi: dai dimmi che va bene che è tutto molto bello (avete pensato #verybello, dite la verità!).

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Che vi devo dire? Se una banca ti chiama e ti propone, come cinque minuti prima ha fatto una compagnia telefonica, un portale per vendere camere che fai? Non ti ci ficchi? Lo propone perfino Explora che è stata creata appositamente per far scorrazzare gentiluomini e gentildonne per tutta l’Italia. Che fai non aderisci?

Forse lo potrei anche fare, a patto che la struttura da pubblicizzare si trovi nelle immediate vicinanze dell’Expo, al limite in Lombardia, nei pressi di Lugano o da quelle parti e se fosse un hotel di Torino, Bologna, Firenze, Venezia, e al limite Roma (ma solo se distanti meno di 1000 metri in linea d’aria dalle stazioni ferroviarie di queste città italiane).

Expò andrà benone, gli italiani sapranno cavarsela e faremo anche bella figura. Ma il turismo è altra cosa. I visitatori di Expò sono stimati, a seconda degli stati d’animo dei relatori, tra i 20 e i 26 milioni (ultimamente si sente parlare sempre meno di 26 e sempre più di 20 milioni), i biglietti venduti, anche questi a seconda degli stati d’animo, oscillano tra i 6 e gli 8 milioni, sembrano tanti ma dobbiamo considerare che ben un milione l’ha acquistato la Coop. Mancano 253 giorni alla fine di Expò e ci sono da vendere ancora circa 50 mila biglietti al giorno per centrare la forchetta tra i 20 e i 26 milioni di visitatori. Non sono tanti se si pensa che l’affluenza giornaliera è calcolata in 150-250 mila visitatori, ma è anche vero che l’ultima settimana, per esempio, sarà dura vendere 50 mila biglietti al giorno.

Secondo i dati rilasciati dagli specialisti ingaggiati per rendere il più possibile “turismo” il fenomeno Expò si parla di 8 milioni di turisti internazionali (non conto gli italiani. Dubito che un pugliese che raggiunge Milano per Expò aggiunga un week end a Venezia, figuriamoci sulle colline emiliane o toscane). Di questi 8 milioni di stranieri pare che “solo” il 40% si tratterrà più di tre giorni. Se si considera che si stima che i primi tre giorni saranno dedicati 2 all’Expò e uno a Milano, resta inteso che restano tre giorni per scoprire l’Italia.

Secondo GKK Eurisco (stime) solo l’11% dei visitatori italiani visiterà Milano e altre città italiane, la stesa cosa la faranno il 31% dei visitatori UE e il 47% dei visitatori Extra UE. Occorre precisare che sono tutte stime e sensazioni ma, a grandi linee, migliaio più migliaio meno terrei buoni 1,1 milioni di europei e 1,8 milioni di extra europei. Non è poco, sono 3 mln di arrivi, se si considera che in tutta Italia, nel 2012, ne abbiamo realizzati 46. Sono ben 9 milioni di presenze fuori Milano, se calcoliamo tre giorni da “spendere” in Italia.

Adesso consideriamo che questi flussi si realizzeranno, per la maggior parte, durante la stagione estiva, quando molte destinazioni italiane saranno già al completo, ad eccezione delle città d’arte che il luglio e agosto hanno gran bisogno di turisti. Consideriamo anche che tre giorni da “spendere” in Italia corrispondono a 72 ore.

logo-expo-2015-italiaApro una parentesi per comunicare a Franceschini (Ministro del Turismo che ho personalmente dimesso dopo l’evento #verybello) che la sortita “Il lavoro per noi ora sarà quello di rafforzare tutte le iniziative già in essere affinché i visitatori di Expo allunghino la loro permanenza in Italia, per vedere la bellezza che tutto il nostro Paese offre, a cominciare dal Museo Archeologico di Reggio Calabria”. Ecco, il Frecciarossa Milano Reggio di Calabria (se scrivi sul sito Trenitalia Reggio Calabria senza “di” ti dice che la stazione non esiste) impiega circa 9 ore e mezzo. Suvvia Franceschini, crede che Verybello abbrevi la durata del tragitto e renda più appetibile Reggio di Calabria? Temo che nessun visitatore dell’Expò raggiungerà Reggio di Calabria tantomeno i Bronzi, mi spiace.

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Dunque quanto può esporsi un qualsiasi albergatore che vuole investire sul “turismo” generato da Expò? Molto se la sua attività è in Lombardia, il giusto se la sua attività è vicina alle stazione dei treni veloci che distano al massimo tre ore di percorrenza da Milano Centrale (Roma, Torino, Venezia, Firenze per esempio), praticamente niente se l’attività è prettamente stagionale e dista più di 400 chilometri in linea d’aria dall’Expò (in treno: Milano > Cinque Terre oltre 3 ore, Milano > Siena oltre 3 ore, Milano > Assisi 4 ore e 30, Milano > Sorrento, uno straniero, su Trenitalia si perderebbe).

E se volessimo fare un investimento utilizzando Expò come vetrina per il post-Expo (tema caro a Ejarque) da qualche mese a questa parte? Se pensate di poter avere rilevanza e visibilità adeguate sui 150 mila visitatori giornalieri tra i quali si celano circa 30/40 mila stranieri fatelo pure, secondo me sarà impresa durissima e assai costosa.

Cosa fare quindi? Compratevi un biglietto, alla Coop e possibilmente con lo sconto, andate a Milano e godetevi l’Expò. Mi raccomando, mangiate da Farinetti così per i prossimi vent’anni ci spiegherà come dare il turismo in mano ai romagnoli (che in mano ce l’hanno già, ve lo dice un mezzosangue romagnolo) e tutti vivremo felici e contenti.

P.S. tornando sulla polemica dei Bronzi di Riace volevo far notare com’è buffo il mondo. Guai a spostare i Bronzi che “incassano” 800 euro al giorno, ché abbisognano di un microclima favorevole… forse è per questo che Bruneau l’ha dotati di tulle e perizoma. Che poi nel frattempo Farinetti (sempre lui) non so se è riuscito a portare in America per il Columbus Day due guglie vere del 1400 del Duomo di Milano, una statua di fine 300 dedicata a Santa Lucia incinta, una riproduzione ottocentesca della Madonnina e quattro grondaie. E che dire del bassorilievo in gesso, opera del Canova che andò in frantumi a causa di una mostra inutile voluta dalla fondazione dell’ex ministro Galan?

5 Comments
  • Francesco Vitellini

    21 febbraio 2015 at 21:19 Rispondi

    Per quanto vedo e sento io, vivendo a Milano, dubito fortemente che altre città beneficeranno dell’Expo.
    Lavoro nel settore del mobile e so per certo che ci sono decine di aziende che prolungheranno il Fuorisalone (il Salone del Mobile durerà dal 14 al 19 Aprile e già di suo muove un mucchio di gente) oranizzando eventi, mostre, feste e festicciole.
    Quindi il visitatore Expo, finito il suo giro, avrà decine, se non centinaia di eventi da seguire a Milano.

    Mi spiace molto, ma a parte le strutture di ospitalità nei dintorni di Milano (diciamo “in Lombardia” anche se non ci credo) saranno veramente pochi che vedranno un numero significativo di turisti in più rispetto a quanti ne vedano di solito.

  • Raffaello Zanini PlanetHotel Net

    23 febbraio 2015 at 12:13 Rispondi

    Sempre interessante. Io vorrei però capire bene i numeri. Mi sembra di capire che prevedi (dove trovi questo dato?) 3 milioni di arrivi aggiuntivi motivati dalla visita all’Expo. L’Italia ha 47-48 milioni di arrivi … dovremmo arrivare a 51, almeno. E’ così? Quindi questa è l’asticella?
    E’ un buon obiettivo o basso? La mia è una domanda.

    C’è qualcuno all’EXPO o all’ ENIT o a Federalberghi che ha fatto calcoli di questo genere? Prima e non dopo… quando tutti parleranno dei milioni di studenti che le scuole porteranno a mangiare nei padiglioni dell’EXPO.

    • Biro

      23 febbraio 2015 at 12:22 Rispondi

      Il dato di 3 milioni lo ricavo da alcune considerazione basate su dati Eurisko nei quali si stimavano coloro che sarebbero rimasti più di tre giorni e fino a sei. Non escludo che si possa arrivare a un incremento di tre milioni di arrivi (9 di presenze). Ho notato anche, analizzando i segmenti delle presenze previste, che molti sono poco rilevanti a livello di “capacità di spesa”, ma non mi vorrei inoltrare in impressioni più che dati e quindi mi fermo qua.

  • FabrizioDA

    24 febbraio 2015 at 19:08 Rispondi

    Ottima analisi, anche secondo me non vi sarà un beneficio turistico per l’intero stivale, ma sicuramente, per la Lombardia e le principali città d’arte italiana (Venezia, Firenze, Roma) ma dubito che qualcuno scelga di fare 14 gg in Italia per l’Expo di cui 7 da trascorrere a Milano e poi andare in località difficili da raggiungere come la nostra Maremma!

  • […] dire quindi degli annunciati 20/26 milioni di visitatori che si scopre essere solo 6 provenienti dall’estero e che gireranno poco o pochissimo per lo stivale. Che significato si può dare alla frase di Sala: […]

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