Quanto è lontano il turismo dalla scuola…

Niente paura, potete ancora fare soldi.
A patto che non sia l’unica cosa che avete in mente.
Regola n. 80 – Cluetrain Manifesto

Da oltre un quarto di secolo lavoro fianco a fianco con i medi e piccoli imprenditori del turismo, la maggior parte di loro si sono trovati a gestire strutture ereditate da genitori che avevano fondato le loro ricchezze nel mondo dell’edilizia e altri che dal trattore sono scesi per scoprirsi, tante volte con soddisfazione, ospiti apprezzati da turisti e viaggiatori di tutto il mondo. Ma da qualsiasi parte arrivi la storia degli operatori del turismo diverse cose li accomuna: il lamento costante verso le amministrazioni (che spesso sono disegnate con manovre pre elettorali che loro stessi contribuiscono ad architettare), l’eccezionale danno che la tassa di soggiorno arreca, la totale mancanza di infrastrutture, il fiuto eccezionale per fondi perduti, crediti agevolati, la partecipazione “sbrindellata” alla formazione gratuita, lamentano spesso la scarsa attenzione nei loro confronti e drammatici rapporti con i collaboratori,  spesso poco qualificati e altre volte introvabile, e delle scuole alberghiere che spesso non sono in grado di fornire stagisti adeguati (che poi spesso, diciamocelo, vengono usati per fotocopiare, servire in tavola e lavare bicchieri).

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Su quest’ultima parte vorrei soffermarmi giacché sono reduce da un convegno che, grazie all’organizzazione del Lions Club di Castiglione della Pescaia, ha messo vicino imprese del turismo e scuole alberghiere.

Il convegno ha visto partecipare molti relatori tra i quali il sindaco Farnetani che ha illustrato le attività comunali finalizzate alla promozione turistica. Poi sono seguiti gli interventi dei rappresentanti di Federalberghi, Agriturist e Acot (quest’ultima è l’associazione degli operatori di Castiglione della Pescaia). La seconda parte vedeva l’intervento, molto interessante, della dottoressa Mariafrancesca Santoli, direttrice territoriale del Lavoro di Grosseto che, oltre a offrire la propria disponibilità a aziende e scuole per favorire l’incontro degli alunni col mondo del lavoro, ha spiegato le importanti novità che interessano la formazione dei giovani studenti all’interno delle aziende. Sono poi seguiti i “sogni nel cassetto” degli studenti e poi gli interventi dei professori delle scuole alberghiere di Grosseto e Massa Marittima (gli istituti professionali hanno dei nomi complessi che per facilità traduco con “scuola alberghiera”).

Il pubblico? Una settantina di persone che, al netto delle forze dell’ordine, della stampa, dei relatori, degli alunni, dei lionisti, e di qualche curiso, sommava una decina di operatori. Incredulo mi sono assicurato se i rappresentanti delle associazioni di categoria avessero informato i loro associati circa l’importanza dell’evento e le caratteristiche dello stesso. Mi hanno tolto ogni dubbio. Tutti erano stati avvisati, il contrario sarebbe stato anche grave.

E’ proprio vero, è più facile lamentarsi per le OTD “macchine creatrici di tasse di soggiorno piuttosto che di sistemi virtuosi“, di quanto sia brutta la campagna pubblicitaria regionale per salvare la stagione (che in effetti granché non era). E’ più facile cercare piste per sovvenzioni, fondi perduti, sostegni, contributi, è più facile cercare di dirottare qua e la tassa di soggiorno, inveire contro Tripadvisor. E’ più difficile invece individuare, selezionare, prendere un giovane volenteroso, crescerlo professionalmente e renderlo tesoro per l’azienda. E’ più facile prendere uno stagista per fare le fotocopie piuttosto che immaginarlo parte del futuro dell’impresa. E’ più facile usare male gli strumenti tecnologici piuttosto di caprine i meccanismi per recuperare denari per rendere il sistema più affidabile.

Insomma, gli imprenditori del turismo, a quel convegno avrebbero fatto bene a asserci perché, anche se l’odore dei soldi non si sentiva, i soldi li avrebbero trovati, come ho provato a dimostrare… ma per farli ci sarebbe da studiare un po’!

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