La non sottile differenza tra sharing e shadow economy

Una recente analisi di Antonio Pezzano per Officina Turistica, nella quale si analizza la critica situazione delle presenze negli alberghi, tra le conclusioni evidenzia che

“La crisi, o meglio il lungo perdurare della stessa, sta cambiando stile e propensione al consumo della domanda interna. Se a questo si aggiunge la rivoluzione portata dalla sharing-economy, e mi riferisco ad Airbnb, la domanda alberghiera dovrebbe ridursi ulteriormente anche in presenza di un maggior movimento turistico. Se nel 2007 le strutture ricettive alberghiere ospitavano il 25% delle notti trascorse dai viaggiatori italiani in Italia, questo dato è oggi sceso al 20-22%”.

Nell’ultimo periodo altre importanti questioni hanno attirato la mia attenzione, qualche articolo di giornale, qualche tweet, qualche nota a margine di discussioni con amici e professionisti del settore turistico, ve li elenco qua iniziando da un tweet di Alessandro Nucara, direttore generale di Federalberghi tweet_nucara oppure potrei citare un pezzo di una chiacchierata con un operatore di una ridente provincia romagnola che mi faceva notare che

il numero dei posti letto dei B&B che negli ultimi anni hanno aperto nel centro cittadino sono pari al numero dei letti degli hotel che hanno chiuso o stanno chiudendo.

oppure potrei citare la collega che durante un tragitto in macchina mi spiegava, parlando di un ridente paesino della campagna toscana

hanno tutti messo l’appartamento su Airbnb, non sanno cosa è internet ma tutti spippolano su Airbnb, senza assicurazioni, fiscalità e norme di sicurezza

potrei dimenticare il gestore di B&B veneziano evasore totale che aveva sottratto al fisco circa 400 mila euro di imponibile in due anni ? Oppure la notizia sul Corriere di Roma dove si parla di 300 mila ospiti all’anno che vengono inghiottiti da un migliaio di B&B abusivi? Per farvi capire cosa significano 300 mila arrivi vi posso dire che sono gli stessi che una destinazione come l’Isola d’Elba realizza nel mese di luglio nelle annate record. bb_abusivi No, non sto dicendo che gli albergatori sono santi e gentiluomini, ai tempi d’oro hanno fatto cose voi che umani… ma oggi la situazione è questa. No cari nerd fricchettoni del tutto nuovo-tutto ganzo, non voglio andare a parare nell’abbasso Uber, o nel chiudi Airbnb, le piattaforme non c’entrano niente. Il problema è che il passo tra sharing economy e shadow economy è breve e che in Italia di furbetti ce ne sono tanti (chi fa notare che i commercianti tolgono gli zeri dagli scontrini piace di meno rispetto a quelli che accusano i commercianti di fare scontrini troppo alti, almeno i secondi li fanno). Che in Italia si sia forti nella shadow economy lo conferma uno studio che ho trovato nel sito della Commissione Europea… e anche il fatto che spesso sui social, tweet, status e post che parlano di fiscalità elusa o di marachelle ottengono sempre troppo pochi Mi Piace. Da cosa dipenderà? Lottare contro la shadow economy e il lavoro nero è l’unica possibilità per tutelare gli operatori turistici onesti e coloro che praticano una sana sharing economy. Sperare che tutto si risolva grazie al libero mercato è impossibile e il fallace sistema capitalistico ce lo dimostra tutti i giorni. Buona domenica.

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