Expo? Non ci resta che chiedere la Gioconda a Hollande

Dare ragione a Sgarbi mi risulta esercizio ostico ma non posso farne a meno. Ho seguito con stupore la presa di posizione di alcune “destinazioni” italiane (non me ne voglia il bravo destination manager)  che hanno negato la disponibilità a esporre i propri tesori a Milano e zone limitrofe in occasione di Expo. Ma mi ha sorpreso ancor di più l’affermazione di Franceschini che ha dichiarato:

“L’Expo non è solo di Milano ma di tutta Italia. E anzi la sfida che dobbiamo vincere è quella di allungare la permanenza nel nostro Paese di tutti i visitatori dell’Expo, offrendo loro le occasioni e le modalità per andare a visitare quel museo diffuso che è l’Italia. Quindi ora dico basta a questo dibattito quotidiano e improvvisato su singoli capolavori che dovrebbero essere trasferiti a Milano”

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La teoria del ministro è un po’ debole per una serie di ragioni. Iniziamo col farci qualche domanda:

Quanti sono i turisti/viaggiatori che Expo attirerà in Italia dall’estero? Pare siano all’incirca 6 milioni. Ammesso e non concesso che nessuno di questi debba essere stornato dagli arrivi che comunque l’Italia nel suo complesso realizza come destinazione turistica, quale soggiorno medio vogliamo assegnargli 6/7 giorni? Ecco, ipotizziamo che 2 giorni siano dedicati all’Expo e 4 alla visita delle città italiane. Secondo voi quali zone toccherà lo straniero arrivato in Italia per Expo’ con soli 4 giorni a disposizione? Secondo me quelle che indica Sgarbi in quest’articolo: Milano, Torino, Venezia, Firenze, nella migliore delle ipotesi Roma, con il miracolo (San Gennaro pensaci tu) – aggiungo io – Napoli. Sono tutte città collegate con l’alta velocità e raggiungibili in massimo tre ore (Roma, poco più Napoli) il resto non ha senso con soli 4 giorni di permanenza media da dedicare alla penisola.

Ma anche se esistesse l’ipotetico turista disposto a viaggiare in lungo e in largo lo stivale in occasione dell’Expo, dove potrebbe organizzare il suo viaggio, su quale sito? Ho provato a googolare qualche richiesta di viaggio ma escluso qualche piattaforma aggregatricia di widget che mi vendono camere interrogando gli allotment di booking.com (si, proprio quelli che vogliamo “combattere”) e qualche sito svizzero che trova Milano una opportunità next to Lugano non trovo niente, tantomeno le annunciate munifiche piattaforme di Explora. Cosa dovrebbe fare un turista che sta organizzando la sua visita in Italia tra 6 mesi? Quanto ancora dovrà aspettare per trovare online, per dirla come il ministro “le occasioni e le modalità per andare a visitare quel museo diffuso che è l’Italia“.

Tra le altre cose, il portale www.wonderfulexpo2015.org non è ancora online (quando inizierà a indicizzarsi?). Viene però annunciato come “uno strumento di promo-commercializzazione dell’offerta turistica, nel quale verranno venduti on line i servizi degli operatori turistici, senza intermediazione né commissione da parte di Explora“.

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Se invece ci concentrassimo sui 14 milioni di italiani che si recheranno all’Expo e che, secondo fonti attendibili, circa un milione e mezzo di loro visiterà Milano e altre città vicine e almeno 4 milioni di loro visiterà musei, chiese e farà shopping a Milano? Ecco, non sottovaluterei questi italiani che saranno da quelle parti e che riusciranno a muoversi con meno difficoltà degli stranieri (per i quali ancora siamo impreparati a livello di info e infrastrutture). Consentire a questi italiani di avere lì a due passi testimonianze eccellenti delle nostre tradizioni, a mio avviso, innescherebbe un alto tasso di domanda cultural/turistica interna futura. Anche perché se dovessimo giustificare l’investimento Expo per quei miseri sei milioni di arrivi in 6 mesi (alcuni dei quali in stagionalità pregiate per le città d’arte) ci sarebbe da piangere.

Eppure ci sono precedenti che dovrebbero insegnarci. Pompei, il disastrato pozzo di petrolio del turismo italiano non batte chiodo, costa, non rende e spesso ci crea seri problemi di reputazione, il museo dei Bronzi di Riace ci costa 32 milioni di euro e non incassa neanche 1.000 euro al giorno. Quanti sono gli italiani che non hanno visto gli Uffizzi oppure l’Ortolano dell’Arcimboldo.  E come sono posizionati in classifica i musei al di fuori delle classiche rotte turistiche?

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E che dire invece del successo che ha avuto la mostra dedicata a Pompei al British Museum? Approfondendo l’argomento ho scoperto che non solo quella dedicata a Pompei è una delle mostre che ha aiutato il museo britannico a conseguire il record di visite nel 2013 ma allo stesso tempo “Life and Death in Pompeii and Herculaneum” è stata la terza mostra più visitata (a pagamento) dal lontano 1753 data di apertura del museo. E’ stata battuta “solo” da Tutankhanum e dall’armata cinese:

1. Treasures of Tutankhamun, 1972: 1,7 million
2. First Emperor: China’s Terracotta Army, 2007: 855.000
3.Life and Death in Pompeii and Herculaneum, 2013: was seen by 471k people, with an additional 50,000 seeing the exhibition via the live screening event. 
4. The Vikings, 1980: 450,000
5. Hadrian: Empire and Conflict, 2008: 255,000

La disponibilità di tante opere d’arte a due passi da Expo sarebbe una magnifica opportunità per gli italiani (15 milioni previsti) e un incentivo all’aumento delle presenze straniere (6 milioni previste). Dobbiamo sfruttare le occasioni per essere dove la gente c’è e non creare cattedrali nel deserto! Perché non portare i Bronzi a Milano se abbiamo portato Pompei a Londra?

A Franceschini l’invito a far accelerare tutte le funzioni informative e di prenotazione online (anche se è già molto tardi e sulla questione fioccano ormai le polemiche) a Sgarbi chiedo solo di insistere nelle richieste di trasferimento delle opere d’arte e magari di chiedere a Hollande se può usarci la cortesia di prestarci la Gioconda, giusto per 6 mesi, poi la riportiamo al Louvre, tra le altre cose possiamo chiedere una mano a Claudia Ferrazzi, italiana e vice amministratore generale del museo parigino.

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  • frap1964

    6 settembre 2014 at 23:10 Rispondi

    E invece di dare ragione a Sgarbi che parla a vanvera, informarsi prima di come funziona l’accesso alla sala dei bronzi, no?

    http://www.archeocalabria.beniculturali.it/archeovirtualtour/info.html

    Magari si scopre che, esattamente come per la Cappella degli Scrovegni di Padova, l’ingresso è contingentato per ben noti motivi di microclima a tutela delle statue.

    ACCESSO ALLA SALA BRONZI DI RIACE:
    l’accesso alla Sala dei Bronzi di Riace è consentito solo a gruppi di massimo venti persone alla volta ed è soggetto a limitazioni di tempo, secondo il seguente programma:
    – sosta di circa 20 minuti nella sala pre-filtro, durante i quali un video intratterrà il pubblico con aggiornamenti sullo stato della ricerca sui Bronzi di Riace;
    – sosta di circa 3 minuti nella sala filtro;
    – visita ai Bronzi di circa 20 minuti;
    – uscita.

    Dopodiché basta fare quattro conti della serva per rendersi conto che con questo protocollo (che non è certo stato scelto così a caso) nella migliore delle ipotesi i bronzi sarebbero visibili da non più di 600 persone al giorno, cioè max 110.000 in sei mesi, nell’ improbabile ipotesi di un flusso continuo di persone per 10 ore al giorno.

    Vedere i bronzi a Reggio Calabria costa 5 euro.

    Ora ipotizza pure un biglietto d’ingresso in Expo anche doppio solo per vedere i bronzi e vedi un po’ se con gli introiti potenziali ci paghi il trasporto speciale A/R, l’assicurazione e il riallestimento in Expo delle sale di filtro e pre-filtro.

    Il resto che manca lo pagate tu e Sgarbi?

    • Biro

      7 settembre 2014 at 6:12 Rispondi

      Grazie Frap1964, la tua precisazione sulla impossibilità di spostamento dei Bronzi è preziosa, non escluso che la mia provocazione (non a caso questo è luogo di irresponsabili) sia stata eccessiva, ma per tutte le altre opere d’arte si può fare qualcosa oppure è tutta una follia? Ed è giusta, secondo te, la teoria secondo la quale coloro che arriveranno a Milano per Expo faranno, o dovrebbero fare, a gara per girare l’Italia fino in Calabria o in Sicilia? Grazie per i tuoi interventi sempre molto precisi e interessanti.

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