Non ce la faccio, Marchionne non mi piace…

«Non si può continuare a vivere per anni
sul ciglio del burrone dei licenziamenti»
Maria Baratto, Suicidi in Fiat

Stavo per ricredermi sul conto di Marchionne. E dire che all’inizio mi piacque ma poi pian piano ho imparato a non farmi affascinare dal bravo manager. Oggi ho letto velocemente che durante la sua gestione i dipendenti italiani del gruppo sono passati da 73.553 (2003) a 81.000 (2014) come indica il grafico del Sole 24 Ore di oggi. Poi leggi che il gruppo è passato in Italia da quasi un milione di veicoli a 400 mila circa, dovuto al crollo della richiesta interna (anche perché i competitor sono più bravi e a tariffe più oneste) ma di più dal blocco degli investimenti e dalla delocalizzazione della produzione.

Stavo per riconciliarmi con Marchionne perché leggevo che lo stesso fenomeno è accaduto alla Peugeot che ha tagliato circa 40 mila posti in patria. Cavolo, allora Marchionne è un grande? No, i posti in Italia li ha salvati la cassa integrazione per la quale il Lingotto versa meno di quel che costa alle casse dello Stato, inoltre la FIAT vende in Italia più auto di quante ne produce. Messa così sembra proprio che i posti di lavoro li paghino i contribuenti italiani proprio mentre la FIAT continua la sua opera di dimissioni in Italia e in Europa e di pagamento delle tasse in paradisi fiscali o giù di lì.

Ma quello che più mi disturba della FIAT è che continua a storpiare e sfruttare l’immagine dell’Italia a suo uso e consumo così come quando l’artigianato e il saper fare dell’Italia ha da essere contrapposto alla fabbrica (costantemente assistita e sostenuta dallo stato dalla sua fondazione ad oggi) come nel video della Panda di Pomigliano. Mi disturba l’italiano (storpiato) nella pubblicità della 500 Abarth andata in onda durante un Superbowl. Mi disturba la famigliola italiana, stipata nel retro della 500, con i suoi luoghi comuni… la famigliola che, al suo rientro in Italia dagli States, si accorgerà che Maria  non potrà essere al matrimonio, ché si è tirata giù dal balcone dopo sei anni di cassa integrazione, un po’ come ha fatto Agostino che dopo aver avuto la lettera di licenziamento dalla Fiat per futili motivi è impazzito dalla disperazione ha ammazzato la moglie e tentato di ammazzare la figlia prima di togliersi la vita.

Come recita lo spot della Panda c’è “da decidere se essere noi stessi o accontentarci dell’immagine che ci vogliono dare”, credo che l’Italia e le famiglie italiane vogliano essere sé stesse e siano stufe dell’immagine che la FIAT gli vuole dare.

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