Cesena, non mi pareva, ma ha un suo perché, anzi due…

Ve lo dico subito, Cesena non mi ha entusiasmato per niente, forse ci sono stato troppo poco e quando non dai il tempo al luogo non è detto che questo ti riservi la gente migliore.

Il centro storico ti riconcilia un po’ con quei tratti troppo anonimi degli abitati della provincia italiana cresciuti troppo alla svelta e, spesso, quando il buongusto era in vacanza.

Proprio nel centro storico ho trovato i due perché che hanno salvato il mio passaggio a Cesena: uno storico/culturale e l’altro gastronomico.

Biblioteca_Malatestiana2

Foto di Uomodiso8 su Wikimedia Commons

Il primo perché, è cibo per la mente, un gioiello discreto come quelli dal valore immenso. La biblioteca Malatestiana è la prima biblioteca pubblica della storia dell’umanità, creata dai frati nel 1400, custodita dalla cittadinanza, sponsorizzata da un ricco, tale Novello Malatesta condottiero italiano d’origini bresciane, è arrivata a noi intatta, proprio come ai tempi del condottiero.  Curioso il fatto che la vigilanza esercitata dal Comune venne ricambiata con la possibilità, da parte dei cittadini, di consultare i preziosi libri. Tra le altre cose, pare che il Malatesta dovette accaparrarsi circa 30.000 capretti per conciare le pregiate pelli ottenendo le pergamene sulle quali furono copiati i preziosi manoscritti, insomma la biblioteca creò anche un indotto di tutto rispetto. La Biblioteca è arrivata ai giorni nostri “intonsa”: pareti, pavimenti, soffitti, banchi, libri sono oggi come erano ai tempi di Novello Malatesta. I libri sono incatenati ai banchi, se ne contano oltre 300. Il portone d’ingresso ha due serrature, nei tempi antichi, doveva essere aperta da due persone contemporaneamente.

Nel giugno 2005 la Biblioteca Malatestiana di Cesena è stata proclamata Memoria del Mondo, è il primo bene italiano che ottiene questo prestigioso riconoscimento da parte dell’UNESCO.

Come ha esclamato una delle persone che hanno partecipato alla visita: pare di fare un salto dentro “Il Nome della Rosa”.

Quello che c’è di più bello è che la biblioteca, nella sua parte moderna, è molto frequentata da giovani, mamme con passeggini, anziani, insomma ho visto una bella biblioteca vivente come di rado se ne vedono in Italia.

Soddisfatta la mia passione per i libri mi sono preoccupato di soddisfare l’altra mia passione, quella per il cibo. Se passate da Cesena fate un salto al FermoPosta in Via Giovanni XXIII (su Tripadvisor ho letto che presto cambieranno location, quindi informatevi prima di fare un giro a vuoto). E’ un locale accogliente, di quelli dove non si paga il coperto, dove c’è il wi-fi a gratis, dove puoi portarti il vino da casa, dove si cucinano solo cibi di stagione e quando un vino in carta è esaurito non ci sono scarabocchi ma post-it con su scritto evaporato, i piatti e i bicchieri sono tutti scompagnati, e il biglietto da visita è un numero di telefono scritto a penna su una pezzo di carta oleata incollata sul dorso di una carta del mercante in fiera – a me è toccato il moschettiere. Il personale è gentile, si mangia molto bene, anche se siete molto esigenti – pensate che anche un mio commensale vegano, al quale non piace la verdura, è stato molto soddisfatto della cena.

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Foto di Da80niela su Tripadvisor

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