Vietato l’ingresso ai ragni e ai visigoti.

Mi ricordo di un vecchio portiere d’albergo che mi raccontava che non era possibile respingere clienti che chiedevano alloggio e che erano in grado di pagare i servizi che stavano prenotando anche se in condizioni impresentabili. “Siamo addetti all’ospitalità e non è bello per una casa a vocazione internazionale dare sensazione di scarsa ospitalità o discriminazione“.

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Aggiungeva inoltre che ai tempi del fascio, così diceva, chi non aveva soldi per sostenersi poteva recarsi in un ristorante e consumare gratuitamente un parco menù. Non ho mai saputo quella legge è esistita, se fosse un’usanza e se il tutto fosse o meno rimborsato dallo Stato.

Ultimamente ristoratori esasperati dalle recensioni false, o ritenute erroneamente false, decidono di mettere cartelli, sostanzialmente discriminatori nei confronti di individui, spesso buoni clienti, pur di far dispetto a una multinazionale che, nel migliore dei casi non ne saprà nulla, oppure per farsi pubblicità – sostiene qualche maligno.

Peccato perché i ristoratori che portano avanti la scelta del cartello “vietato l’ingresso agli utenti di Tripadvisor” (in particolare se quest’ultimi vengono descritti come frustrati) non solo rischieranno di perdere clienti ma potrebbero incorrere in una violazione del Testo Unico delle Leggi di Pubblica Sicurezza che, all’art. 187 recita  “Salvo quanto dispongono gli articoli 689 e 691 del codice penale, gli esercenti non possono, senza un legittimo motivo, rifiutare le prestazioni del proprio esercizio a chiunque le domandi e ne corrisponda il prezzo”.

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L’art. 187 del R.D. 6.5.1940, n. 635 è contenuto nel Paragrafo 15 del decreto, che tratta degli“esercizi pubblici” quali bar, alberghi, ristoranti, pensioni, ecc. Le violazioni, ai sensi dell’art. 221/bis, comma 1 del TULPS, sono soggette alla sanzione amministrativa del pagamento di una somma da euro 516,00 a euro 3.096,00.

Ma a parte l’aspetto legale, cartelli di tal fatta mi rammentano periodi nefasti e tecniche che non portarono a risultati granché esaltanti. E’ inoltre assai imbarazzante notare che coloro che si dilettano in questa pratica riscuotano successo e tifo da stadio ignari che tutto ciò li mette in grande rischi. Già dal ‘700 un economista italiano sosteneva che i mercati fossero conversazioni. Ma prendiamola in modo irresponsabile e facciamoci una risata su.

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Tutto sommato cartelli molto più significativi sono apparsi in vari luoghi e esercizi pubblici, basterebbe un po’ di originalità.

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