Where is Alta Maremma? Ovvero del meglio maiala.

Da molti giorni volevo spiegare quali possono essere i rischi del lancio del marchio di destinazione “Alta Maremma” per aprire il mercato a una serie di piccole e piccolissime destinazioni che non hanno saputo differenziare la loro offerta. Agire su brand e su internet se il prodotto non esiste o non differisce per i 400 chilometri che lo circondano non serve a niente. E mi chiedo se tutta questa strategia sia in linea con quella regionale e nazionale del turismo.

E’ difficile però spiegare tutto questo quando chi ha il controllo delle leve del potere e i cordoni della borsa non è un tecnico o non ne sa di marketing e turismo. Ne sa qualcosa chi, negli ultimi anni, ha pilotato con molte difficoltà la Maremma da un brand associato più alla parola maiala a quello associato alla parola  Toscana.

Che la Maremma nel mondo sia un punto geografico piccolissimo non v’è dubbio. E’ altrettanto certo che solo una infinitesima porzione della popolazione mondiale saprebbe collocarla geograficamente. Figuriamoci quanti saranno in grado, in Australia per esempio, di comprendere dove possa trovarsi l’Alta Maremma. Su quanti libri di storia o su quali classici della letteratura si potrà trovare l’Alta Maremma così da ispirare un viaggio?

Quale sarà lo sforzo economico al quale queste piccole destinazioni dovranno sottoporsi per far emergere questo marchio nel contesto della concorrenza turistica mondiale? Quali fasce d’utenza vorrà raggiungere? Cosa ha di diverso questo territorio per spostare flussi turistici rispetto a destinazioni concorrenti? Svincolare il marchio Maremma dalla parola Toscana per sposare la parola “Alta” quali vantaggi potrà dare, per esempio, a Massa Marittima? Purtroppo non riesco a immaginarlo.

Prova della difficoltà che insiste in questo settore della promozione delle destinazioni è questo articolo che ho visto condividere questa mattina su Facebook è che è utile alla spiegazione della mia idea.

pisa-bolgheri

Come ebbi modo di dire in un post di qualche giorno fa bisognerebbe andare a lezione di marketing dai vignaioli (in quel caso erano quelli di Scansano). Ecco che a Bolgheri, l’intelligente produttore di vino, ha associato il suo prodotto alla Torre di Pisa, non è andato a rispolverare campanilismi o a settorializzare la sua zona di origine rischiando di sparire nel nulla, si è “affiliato” al brand più vicino e più potente.

Noi abbiamo da giocare, in questi territori, la parola Italia, la parola Toscana e la parola Maremma: tre brand potenti – anche se piccoli nel panorama mondiale – che possono darci grandi soddisfazioni e farci apparire unici.

A dare un’occhiata a Google possiamo notare che associare Toscana anziché Alta porta i suoi vantaggi

alta maremmaSe posso dare un consiglio è meglio rispolverare il sempre valido “Maremma Maiala” almeno il brand c’è già e non andrebbero sprecati i soldi della tassa di soggiorno.

Maremma

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  • Gian Luca

    6 luglio 2013 at 14:20 Rispondi

    Se ti acchiappa Tapinassi….

    • Biro

      6 luglio 2013 at 14:21 Rispondi

      Gian Luca, erano giorni che resistevo, spero che la punizione sia mite 🙂

  • FabrizioDA

    15 luglio 2013 at 15:19 Rispondi

    concordo totalmente! Già ogni volta che mi trovo, nei vari workshop, a spiegare dove cavolo sta sta Maremma e mi tocca dire a metà strada tra Roma e Pisa, se ora devo dirgli che oltre a Maremma Toscana, Maremma Laziale c’è anche l’Alta Maremma che disegnini mi devo inventare?!
    ma sarà un modo per trovare fondi per qualcosa di nuovo visto che sul brand Maremma Toscana è già stato sovvenzionato molto?!

  • […] è stato un po’ sottomesso al tormentone turistico politico  progettuale del lancio di un nuovo brand, fatto sta che Novembre Grosso, senza troppo sgomitare – eccetto l’ardito agire […]

  • […] la cosa ha indisposto anche me, in un periodo in cui si è smesso di dare fiato alla supercazzola dell’alta, bassa, media Maremma, del fatto se questa terra meravigliosa – che con l’Elba ha tanto in comune (colpo di […]

  • […] Questa riflessione ha due importanti implicazioni per chi si occupa di marketing delle destinazioni. La prima é che se si studiassero i movimenti dei turisti sul territorio si noterebbero differenze tra gli itinerari realmente percorsi dai turisti e quelli promossi. In altre parole, si promuovono luoghi che non interessano, al posto di luoghi di reale interesse. La Maremma (o qualsiasi località turistica) non é solo una destinazione dove si sta fermi, ma può essere il gateway per andare in altri loghi, un posto dove fare base per esplorare i dintorni o la tappa di un giro più lungo. La seconda implicazione é che il nome di un luogo come brand di una destinazione turistica é prima di tutto un collegamento ad un luogo noto; per questo motivo da un punto di vista turistico ha senso chiamarsi Maremma Toscana e non Alta Marem…. […]

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