Il marketing dei Vignaioli del Morellino di Scansano

“L’anno scorso, con una mossa sorprendente e che ha
creato non poco dibattito, ha comprato a 100 euro l’uva dei non soci”

Parti per un blogtour, praticamente sotto casa, con lo spirito di chi vuole scoprire territorio e enogastronomia e finisce che ti imbatti in una lezione di marketing tra le più interessanti.

In un periodo in cui la crisi attanaglia tutti i comparti e in un contesto, quello della viticoltura e delle cantine sempre più competitivo e difficile, la Cantina Cooperativa dei Vignaioli del Morellino di Scansano cerca di difendere un prodotto importante tutelandone la qualità. Quello che più mi ha sorpreso è però la concretezza con la quale questi vignaioli difendono le loro produzioni, come le raccontano passeggiando tra i filari, come si autoregolamentano per ottenere dalle vigne qualità e soddisfazioni, con quella fierezza dei contadini maremmani che, per rendere fertili questi campi, hanno lottato per secoli.

Le distese dei vigneti, che in queste zone vedi perdersi all’orizzonte, caratterizzano le colline che scivolano ai fianchi delle strade, ordinate da un rigore che lo senti dalle parole dell’agronomo che produrranno qualità.

Un momento della visita ai vigneti del Morellino di Scansano

Un momento della visita ai vigneti del Morellino di Scansano

Qualità, lavoro e dignità. Queste sono le parole che hanno caratterizzato questi giorni che ho passato con i vignaioli e le loro donne, pare che proprio le donne siano le più brave nella cura della vigna: meno saccenti, più pratiche e poi tra un filare e l’altro si chiacchiera, e le donne con la chiacchiera si distinguono. [non sono autorizzato a rivelare chi da detto questa frase riportata in corsivo]

Per parlare dei loro vini e delle loro prelibatezze assaggiate a tavola, in fondo al post vi darò una serie di link di professionisti del settore che hanno vissuto insieme a me questa esperienza. Io mi soffermo su alcune considerazioni di marketing e di scelte operate dai vignaioli.

La prima è quella che mette al centro la qualità, quindi il prodotto: le uve infatti si pagano ai soci in base alla loro qualità, così si tutela il prodotto, che negli anni migliora costantemente, e si premiano le produzioni più virtuose innescando anche, va detto, una sana co-competizione. Se si vogliono portare le uve in cantina bisogna dar retta alle direttive dell’agronomo e se non sei qualitativamente all’altezza non è escluso che le tue uve vengano rifiutate o pagate meno perché alimenteranno produzioni meno pregiate. Infatti i vignaioli si sono dati due linee di prodotto: una per la grande distribuzione (GDO) e l’altra per le enoteche e i ristoranti (HORECA).

La seconda scelta non è una tecnica, è un lavoro che è in particolare una filosofia di vita. Si, da queste parti i soci agricoltori sono consapevoli di essere attori di una storia importante, la fierezza con la quale ti parlano della scacchiatura o della malolattica (termini a me, fino ad oggi, sconosciuti), dell’esperienza biologica o di come si impara a coltivare, non sono un impegno, sono uno stile e una scelta di vita, dura si, ma che premia oltre che economicamente anche psicologicamente e socialmente, un lavoro che quindi regala opportunità.

Che ci crediate o meno questo è lo scorcio maremmano più fotografato a #mwe13

Che ci crediate o meno questo è stato lo scorcio maremmano più fotografato a #mwe13

La qualità e il lavoro premiante sono tali perché, tra i compiti che i vignaioli si sono scelti, c’è anche quello che più mi ha colpito. A parte quelli che sono i ruoli in ambito di tutela del prodotto, i Vignaioli del Morellino hanno cercato di difendere la loro produzione lanciando il cuore oltre l’ostacolo. La loro strategia è stata eccezionale. Se dobbiamo convincere i consumatori circa la qualità del nostro prodotto dobbiamo per primi riconoscerne il valore. Ecco che, per contrastare i mercanti del vino a basso costo, i vignaioli del Morellino hanno deciso di acquistare uve della zona – anche dai non soci – a prezzi doppi rispetto a quelli offerti dai mercanti. Risultato? Il prezzo delle uve di qualità è salito considerevolmente per tutti: soci, non soci, e di riflesso anche per coloro che producono bene senza apportare le loro uve alla cantina. Si perché anche i mercanti si sono trovati costretti a aumentare la loro offerta riconoscendo maggiore dignità al al lavoro nei campi.

Sergio Bucci, enologo e direttore della cantina, spiega questa scelta e i suoi risvolti con una semplicità disarmante e con il sorriso soddisfatto di chi è consapevole di aver rischiato non poco con una scelta sulla quale, all’inizio, non tutti avrebbero scommesso: “Troppo spesso ci dimentichiamo, soprattutto di questi tempi, che una remunerazione giusta del lavoro ha anche una forte valenza social e, come cantina cooperativa che vuole essere un punto di riferimento per la zona, questo aspetto per noi è invece fondamentale“.

Se volete saperne di più dei vini e delle prelibatezze che abbiamo gustato a Scansano in occasione di #mwe13 ecco i riferimenti:

Fabrizio Vicari su Gustovino, Antonio Ficai (finalmente ci siamo incrociati offline) su @c4antonio, Rossella Di Bidino su Ma che ti sei mangiato, Elisabetta Tappi su Quantobasta Roma, Davide Arnesano su B-Eat. Come mi ha detto il mio “collega” Francesco: “Occhio, non ti avventurare in commenti strani sui vini, che questi son tutti professionisti”. Ecco Francesco, ho seguito alla lettera il tuo consiglio e grazie tanto a te e Slawka per il gradito invito e per la magnifica ospitalità.

Foto di gruppo poco prima della prova di cucina: pici e scottiglia.

Foto di gruppo poco prima della prova di cucina: pici e scottiglia.

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Note a margine del post: Francesco ormai è promosso a saggio. Il Ficai esiste davvero e non è una bufala della rete. Le persone che ho conosciuto sono state una felice scoperta a livello professionale e umano. I tortelli di Brunella sono imbattibili, Rossella fa dei pici ottimi, Davide piange come un bambino, Elisabetta è bravissima per la scottiglia. Le pecore vanno sempre di gran moda. Ultima, ma non meno importante, Slawka si pronuncia Suafca #sapevatelo.

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