#levanto13 Storie di Repubbliche in bancarotta e di banche

Piazzetta della Compera - Immagine Serena Puosi

Piazzetta della Compera – Immagine Serena Puosi

Durante #Levanto13 ho avuto il piacere di passeggiare per le vie della cittadina ligure grazie a un walking tour medievale raccontato da due persone d’eccezione: l’Ammiraglio Giuliano Rampani, ex comandante dell’Amerigo Vespucci e il Professor Aldo Viviani che si occupa da anni della storia e delle tradizioni legate al territorio levantese ed al suo comprensorio. Il percorso si snoda nella parte più antica di Levanto, quella del porto canale e delle zone medievali nelle quali sono ancora evidenti tracce di un ricco passato segnato particolarmente dai commerci. La piazzetta della Compera è un piccolo slargo nascosto tra le case nella zona più antica della città, quella sotto al castello per intenderci.

C’è una storia che mi ha affascinato proprio relativa alla Piazzetta della Compera. Il nome indica che nel passato, proprio in quella piazza, era locato l’ufficio delle Compere.

La Casa delle compere e dei banchi di San Giorgio era un ente dotato di personalità giuridica che ebbe sede a Genova dal 1407 al 1805 e può essere assimilato in qualche modo a un ente di diritto pubblico. Organizzata come una società per azioni (consiglio di amministrazione elettivo, assemblea dei soci, trasferibilità delle quote sociali), gestì a proprio beneficio la maggior parte dei proventi del fisco, svolse un’attività bancaria di cui profittarono stato, banchieri e cittadini privati, amministrò come ente sovrano estese porzioni del territorio statale, esercitò un’influenza preponderante sull’economia e la società. 

Visto? E’ già successo circa 500 anni addietro… in particolare – mi raccontava il professor Viviani – negli anni tra il 1515 e il 1562 Levanto assieme a altre terre della Repubblica di Genova passò sotto la giurisdizione diretta del Banco di San Giorgio. Ecco cosa accadde

 L’ingente volume di denaro proprio o altrui gestito dalla Casa indusse lo Stato a ricorrere più volte ad essa per nuovi sussidi, garantiti da altre imposte o contro pegno di possessi territoriali. Fu in tale modo che l’Ufficio di San Giorgio subentrò alla Repubblica nelle sue colonie oltremarine e persino in alcuni distretti del dominio di terraferma di cui assunse l’amministrazione a proprio carico e beneficio acquisendo la configurazione di un vero e proprio stato nello stato; sotto la sovranità della Casa passarono così Famagosta (1447), Caffa e la Corsica (1453), Lerici (1479), Sarzana(1484), Pieve di Teco (1512), Ventimiglia (1514)e Levanto (1515). Poiché tuttavia le spese di gestione si rivelarono esorbitanti rispetto agli introiti, nel 1562 la Casa restituì allo Stato i possessi che ancora conservava, rinunciando per sempre a mutui fondati su garanzie territoriali e subordinando ulteriori crediti alla cessione di nuove imposte o alla copertura con titoli pubblici.

Dunque è già accaduto che Stati o parti di essi siano finiti sotto la piena sovranità delle banche. Proprio come in molti sostengono stia accadendo ai giorni nostri con la Banca Centrale Europea. Ma come gestiva i debiti dello Stato il Banco di San Giorgio.

Palazzo San Giorgio - o Palazzo delle Compere di San Giorgio - Genova - Immagine Wikipedia

Palazzo San Giorgio – o Palazzo delle Compere di San Giorgio – Genova – Immagine Wikipedia

Il Banco di San Giorgio (detto anche Compere di San Giorgio) fu la prima banca pubblica europea. Venne fondato nel 1407, riunendo in un unico Istituto va­rie Compere precedenti che, fin dal 1148, si erano andate formando con lo scopo di finanziare il debito pubblico della Repubblica. Il decreto del 23 aprile 1407, istitu­tivo delle Compere di S. Giorgio, stabiliva che ogni cento lire di credito formassero un luogo di banco  (qualcosa di simile alle nostre odierne azioni) che fruttava un interesse fisso del 7% che poteva essere capitalizzato (si parlava in questo caso di­ moltiplico). Ogni creditore era un luogatario,  i proventi  corrisponde­vano ai nostri attuali dividendi. Fino al 1539 il debito della Repubblica verso il Banco di San Giorgio fu redimibile; da quell’anno in poi divenne perpetuo, attraverso una operazione chiamata Magno Contratto di Consolidazione. In tal modo il Banco di San Giorgio si sostituiva in parte allo Stato, ed  ebbe in amministrazione diretta, per pe­riodi più o meno lunghi, alcuni centri delle due Riviere (Sarzana, Ventimiglia), alcune colonie del Mar Nero e la Corsica (Donaver, 1967, 120 e segg.). Anche Levanto fu soggetto al Banco di San Giorgio dal 1515 al 1562.

Con la vittoria di Marignano (oggi Melegnano, 13-14 settembre 1515) il Ducato di Milano e la Repubblica di Genova passarono sotto il dominio del re di Francia Francesco I (1515-1547). Il ritorno di Levanto sotto il diretto dominio della Serenissima Repubblica fu sancito con atto del 30 giugno 1562 ratificato il successivo 3 settembre. Nella stessa occasione Genova riacquistò il controllo della Corsica e della Capraia.

Insomma, le questioni economiche di oggi son cose già viste… a #levanto13 #sapevatelo. Ecco alcune immagini del tour guidato di Levanto.

Fonti:
La Casa delle Compere e dei Banchi di San Giorgio http://www.lacasadisangiorgio.it
Antonio Gavazzo, Annali di Levanto dal 1077 al 1800″ a cura di Aldo Viviani, Sagep Editrice, Genova 1993

Photo credits:
La serie di immagine della Piazzetta della Compera è di Damiano Cassola

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