I #maremmans sono la vera scoperta di questo non blogtour

E’ stato un percorso intenso, ché la Maremma piccola non è. Ci siamo fatti quasi 400 chilometri in tre giorni per quello che non era un blogtour come gli altri. L’edu-blogtour #maremmans è stato un qualcosa di diverso: i blogger hanno spiegato cosa e come si narrano le destinazioni a 15 selezionati #maremmans. C’è chi non ha capito questa chiave di lettura… ma pazienza, avremo modo di spiegarci meglio in futuro.

I racconti dei blogger sono molto interessanti, ce ne sono già sul Giardino dei Tarocchi e sul Museo Archeologico di Grosseto, ma quello che più mi ha impressionato è stato lo scoprire i #maremmans. Un gruppo di persone formatosi dopo una dura selezione, un gruppo che ha alle spalle 300 operatori locali che grazie ad un progetto condiviso hanno intenzione di diventare protagonisti della promozione della Maremma grazie all’utilizzo delle nuove tecnologie e della rete.

Vi potrei raccontare dei luoghi che ho rivisto dopo molti anni, io maremmano d’esportazione, torno in Maremma a riscoprire zone ma in particolare persone. 300 in due mesi, in tutta la provincia, una marea di chilometri macinati per raggiungerla nei punti più lontani. Un sacco di gente che desiderava mettersi in rete, condividere e spiegare quanto intense sono le storie della Maremma.

Persone nate in Maremma si fondono con le altre giunte qua per scelta di vita o per lavoro e che qua hanno riscoperto una nuova dimensione. Ché qua fin dalla notte dei tempi siamo una popolazione permeabile e aperta, per questo che i romani, a noi etruschi, ci vinsero. Ma la Maremma è ancora qua e con un sorriso conquisterà il mondo. Grazie #Maremmans.

Maremma

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