Note a margine di Invasioni Digitali ovvero sulla reputazione dei grossetani

In occasione dell’odierna invasione digitale a Grosseto mi sono imbattuto in quella che credo sia la prima recensione della storia. Roba da Brand Index Maremma. La faccio breve, la nostra guida Alessandro Fichera durante la passeggiata sulle mura cittadine, prima dell’assalto al Cassero Senese, ci ha raccontato tutte le vicissitudini occorse alle mura dal 1200 in poi.

Le mura medicee di Grosseto

Le mura medicee di Grosseto

Arrivati a Porta Vecchia ci siamo imbattuti nella lapide che narra le gesta eroiche dei grossetani che si opposero all’assedio della città da parte di Lodovico il Bavaro che nell’occasione fu assistito dalle truppe di Federico II re di Sicilia. Correva l’anno 1328 e dal 17 settembre ci furono quattro giorni d’assedio e assalti tutti respinti con particolare grinta dai grossetani.

Così lo storico senese e vescovo di Grosseto Giovanni Pecci, scrivendo una monografia sulla città, riprendendo il cronista fiorentino Giovanni Villani, scrive: «Dopo quattro giorni di infruttuosi assalti e battaglie, durante i quali i balestrieri dell’Imperatore salirono più volte sulle mura della città, furono dagli abitanti di essa respinti a forza», e poi di nuovo: «Fu allora che l’Imperatore e l’Antipapa fecero ritirare le truppe, dopo aver lasciato sotto le mura di Grosseto più di 400 dei migliori soldati».

Ma veniamo alla pessima recensione relativa ai grossetani 🙂

Come narra una cronaca del Medioevo, così i Tedeschi sconfitti appellarono i Grossetani:

uomini maledetti, nefandi, figliolanza di vipere e serpentacci tortuosi, discendenza pestifera, schiatta velenosa, cani rivomitatori e porci rivolgentisi nel brago, attossicata genia, generazione inflessibile e più dura del macigno, grossolani come il loro nome, non piegabili né per blandizie, né per minacce.

Per la cronaca l’invasione diglitale è stata un successo!

Invasione digitale al Cassero Senese di Grosseto

Invasione digitale al Cassero Senese di Grosseto

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