BIT 2013 – Far capire ai politici che il turismo è un’industria? Non sapete cosa state rischiando.

Siamo in pieno clima BIT, per la prima volta ci siamo dotati anche di un Piano strategico per lo sviluppo del turismo in Italia, c’è anche un nuovo direttore dell’Enit (dal nickn twitter veramente ganzo @babbobabbi) che a gran voce annuncia: innovazione, innovazione, innovazione e prova a trasformare il Pozzo di San Patrizio italia.it in qualcosa che abbia un senso.

Non è un caso che tutto ciò accada con un governo tecnico, con un rappresentante dell’Enit tecnico in un contesto molto presente tra gli addetti ai lavori, non dimentichiamoci che quest’anno, sempre sotto il governo tecnico, è uscito anche il primo conto satellite del turismo italiano.

Sembra che siano maturi i tempi, forse il turismo prenderà coscienza di sé e forse i politici prenderanno coscienza del potenziale industriale (inteso nel senso positivo di industria) del turismo.

chaplin_fabbrica

Ecco il problema. Siamo sicuri che sia un bene che i politici diventino consapevoli del potere dell’industria turismo? Siamo sicuri che i politici debbano rendersi conto di trattare il turismo come un’industria?

Ho letto “La scomparsa dell’Italia industriale” di Luciano Gallino e non credo che questo comprendere il turismo come industria sia foriero di buone notizie:

In quarant’anni l’Italia ha perso quasi per intero la propria capacità industriale, che sarebbe azzerata se dovesse cadere anche l’industria dell’automobile (cosa poi avvenuta -ndr). Se non troverà modo d’inventare una politica industriale adeguata, sarà presto collocata nel novero dei paesi semi-periferici del sistema mondo. Anche se dovesse mantenere in loco qualche stabilimento di produzione, tutte le decisioni in merito all’occupazione, alle retribuzioni, a cosa si produce e a quali prezzi, ai prodotti che entrano nelle nostre case e conformano la nostra vita, saranno prese altrove.

Il post voleva essere uno scherzo, ma ora che lo rileggo… mi pare anche un po’ [ir]Responsabile, come sempre! 🙂

No Comments
  • Federico Lucchini

    14 febbraio 2013 at 14:50 Rispondi

    il problema non sussiste: l’hanno già schiantato anche senza trattarlo come un’Industria. Unica differenza (ma poi neanche tanto, vedi Parmalat/Parmatour) è che non ne hanno tratto tanto vantaggio/soldi per sé… 🙂

    • Biro

      14 febbraio 2013 at 14:53 Rispondi

      Fede, pensavo allo smantellamento dell’Olivetti, avevamo l’Apple con 50 anni d’anticipo e l’abbiamo buttata nel secchio della spazzatura.

Post a Comment

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.