Il marketing dei morti viventi

Cimitero Monumentale Milano immagine www.cometome.it

In passato la ricorrenza “dei morti” e relativo ponte avevano una funzione sociale, quella di consentire ai vivi di far visita a chi non c’era più. Chi era lontano dal paese dove i propri cari riposavano , organizzava il viaggio e, nell’occasione, tornava a trovare anche i parenti vivi e vegeti.

Da un po’ di tempo siamo passati al marketing del morto (che non c’entra niente con quelli che dicono che il marketing è morto) la bara, per esempio a Washington, la si vende al supermarket tra pannolini e detersivi oppure in Polonia la bara si sceglie facendosi guidare dalle modelle. Mi dicono però che quello più efficace da sempre è rappresentato dal discreto ometto che, non appena il caro estinto raggiunge la camera mortuaria, ti infila il bigliettino delle pompe funebri in tasca o direttamente in mano.

Pare che la tempestività dell’ometto sia leggermente più efficace di quella con la quale appaiono i venditori di ombrelli agli angoli delle strade qualche secondo prima che la pioggia tocchi il suolo.

Ma torniamo alle applicazioni più recenti del marketing del morto. In questo caso attivate dalle più innovative aziende del momento. E non è colpa mia se sono sempre le stesse.

La prima è un’offerta per chi i morti ce li ha: a Palma de Majorca, con 15 euro su Groupon, potete accaparrarvi una lucidatura manuale della tomba, se ce ne mettete altri 10 potete farvi lucidare internamente la cappella di famiglia.

La seconda offerta è molto recente ed è dedicata a chi non ha cari estinti da andare a salutare: Tripadvisor offre la classifica dei 10 più famosi cimiteri monumentali e la fa uscire proprio adesso che il ponte dei morti sta per arrivare. Il fenomeno non è da sottovalutare viste le 230 recensioni del cimitero monumentale di Milano.

Mi verrebbe da dirvi buon viaggio, ma non credo sia il caso…

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