Su Tripadvisor e le recensioni

“Say you want a revolution
We better get on right away
Well you get on your feet
And out on the street”
Power to the people – John Lennon

“Vengeful aspects became suspect
and bending low as if to hear
and the armies ceased advancing
because the people had their ear
and the shepherds and the soldiers”
People have the power – Patty Smith

E’ passata un’altra estate e, come l’anno scorso, tra i mille tentati bilanci della calura, la polemica più grossa è stata, ancora una volta, quella su TripAdvisor. Quest’anno, come l’anno scorso, la si fomenta proprio nel momento in cui gli italiani, quelli denominati i forzati delle vacanze, stanno tornando a casa. Sono partiti a polemica iniziata, l’hanno vista inasprirsi sotto l’ombrellone, gliene hanno parlato alla radio mentre erano incolonnati – povere anime intelligenti – al casello nel giorno da bollino nero.

E allora via, partiamo e trasformiamoci in Anton Ego – senza averne la cultura necessaria e gli umani ripensamenti – e massacriamo il mio prossimo come tutti massacrano me a lavoro, in banca e quando arriva Equitalia. Oppure senza avere lo humor e lo spirito adeguato ad un periodo di vacanza, ché anche per interpretare un viaggio o una vacanza sarebbe richiesto un certo savoir faire.

Non sempre dare potere alla gente significa che la gente conquisti il potere. Tra i mille articoli scritti sul rapporto tra TripAdvisor, gestori, turisti ho notato la stessa arguzia e profondità che potrei raggiungere io scrivendo un blog per gastroenterologi. Quindi lascio la mia elementare analisi e passo a quanto di meglio ho letto quest’estate sulla questione:

Segnalo dunque due articoli.

Vacanze, dobbiamo fidarci dei consigli in rete? dal quale vi segnalo questo passo del Professor Rodolofo Baggio:

Il problema è che all’autorevolezza delle recensioni di TripAdvisor, Expedia, Hotels. com, Venere e Booking corrisponde anche una certa difficoltà nell’orientarsi e scegliere. Un esempio pratico: l’Hotel Chateau Monfort è al secondo posto nella lista dei migliori hotel di Milano stando ai giudizi su TripAdvisor, ma è solo al 144esimo posto per le recensioni di Expedia.

Chi ha ragione? E soprattutto: quando scriviamo un feedback siamo sempre obiettivi? “Quello che abbiamo visto nelle nostre ricerche” dice Rodolfo Baggio “è che c’è una netta polarizzazione dei giudizi: in genere su questi siti si trovano commenti molto positivi o molto negativi: i commenti “medi” sono assai sottorappresentati“.

Recensioni via Internet, libertà o nuovo conformismo?di Federica Colonna che definisco in assoluto il migliore post/articolo tra quelli pubblicati sul tema e dal quale evidenzio questo passo:

 Affidarsi ai consigli degli altri utenti comporta, infatti, un elevato rischio di conformismo. Come dimostra l’indagine pubblicata nel 2011 dalla Sissa di Trieste, la Scuola Internazionale Superiore di Studi Avanzati, gli individui nei social network cercano di evitare situazioni conflittuali e “per non creare spiacevoli attriti – spiegano i ricercatori – tendenzialmente adottano scelte conformiste, adeguandosi a quelle degli amici o degli opinion leader”.

[youtube http://www.youtube.com/watch?v=y575x7hdrv4]

Insomma la questione è più ingarbugliata di quel che sembra, resta il fatto che siamo italiani e gli italiani in vacanza danno il meglio… provate a dire che non è vero? E fino a quando Tripadvisor non risponderà a alcune domande, i recensiori saranno tante piccole, maneggiabili e obnubilate leve di marketing. E detto tra noi, ho sempre preferito People have the Power a Power to the People, a voi cogliere la differenza.

[youtube https://www.youtube.com/watch?v=pPR-HyGj2d0]

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