I biglietti pubblicitari. Appunti di marketing spicciolo

Sarà la crisi. Da qualche giorno insistono cataste di depliant e bigliettini sul banco… Gita in barca qui, gita in barca la, e il relitto su e il relitto giù e il ristorante sopra e il ristorante sotto. Spesso portati da gentili “agenti distributori”, i bigliettini occupano porzioni sempre più importanti dello spazio vitale.

Perché dovrei consigliare ai miei ospiti una gita in barca con te? Perché dovrei consigliare il tuo ristorante? Perché dovrei consigliare il tuo vino se non ti ho mai visto e conosciuto?

Vuoi per cortesia anticipare i tuoi depliant con una telefonata? Vuoi informarti se conosciamo la tua barca, il tuo ristorante, se abbiamo mai assaggiato il tuo olio?

Una volta, il retro dei biglietti pubblicitari di chi non conoscevo lo usavo come un notes. Adesso sono stampati avanti/retro e non possono assolvere più a questa preziosa funzione.

Caro ristoratore, caro operatore turistico, abbi la bontà di farti conoscere, di presentarti, di stringermi la mano e, se proprio vuoi che convinca qualcuno a mangiare i tuoi spaghetti, cerca almeno di convincere me ad assaggiarli.

Che ti posso dire? Dammi un motivo per non cestinarli questi biglietti, sarebbe uno spreco inutile.

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