Doppio censimento

Si, succedono tutte a me… ci vuole fortuna a fare un cambio di residenza proprio nel periodo del censimento. E’ un po’ come la neve a Roma: ogni morte di papa.

Sul sito dell’Istat è indicato chiaramente che la data di riferimento del Censimento è il 9 ottobre 2011, giorno in cui viene scattata la fotografia del Paese.

La domanda di residenza al nuovo comune viene effettuata 16 settembre 2011, il nuovo comune accoglie la domanda in data 1 dicembre 2011.

Nel frattempo, per posta, arriva la busta del censimento con la possibilità di effettuarlo on line. Ovviamente arriva dal comune della precedente residenza. Mi informo spiegando la questione agli uffici di competenza del nuovo comune che mi confermano che la giusta via è quella di compilare il questionario che mi è arrivato, meglio se lo faccio on line. Lo compilo felicissimo per il fatto che in soli quindici minuti ho risolto la questione, “salvo” il documento e la preziosa ricevuta che il bel sito del censimento mi restituisce.

Oggi trovo l’avviso dell’ufficio comunale di censimento del nuovo comune di residenza. Mi informano che, a censimento chiuso, è stato deciso che le pratiche in corso di definizione devono essere registrate dal comune ricevente la richiesta di residenza (quello nuovo per intenderci). Poi – continua la spiegazione – in un secondo tempo, in una fase che voi non vedrete i censimenti verranno accentrati e annullati quelli doppi.

Insomma, l’ho fatto on line e ora lo devo rifare off line. Un’altra volta ho segnalato il bell’approccio delle istituzioni con internet. Purtroppo già nel caso dell’Inps (come spiegavo in questo post) internet non è servito a velocizzare le procedure bensì a triplicarle.

Come sappiamo internet è un mezzo che consente grandi risparmi di tempo e danaro. Purtroppo gli enti pubblici, non sapendo assolutamente di cosa si tratta, lo stanno usando in modo cialtronesco aggravando la crisi economica e di competitività di cui l’Italia soffre.

Consentitemi un po’ di malignità: se faccio il censimento on line l’ente risparmia i costi dei rilevatori, così come se faccio la domanda di disoccupazione l’ente risparmia i costi del patronato. Non è che se internet funziona qualcuno deve cercarsi un nuovo lavoro e il giochino finisce?

Peccato perché il sito internet e la campagna pubblicitaria per il Censimento erano ben fatti.

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